
È un atto di rinuncia, accompagnato da un mea culpa, quello giunto pochi minuti fa in redazione. L'autore è il candidato PLR al Gran Consiglio Michele Kauz, finito nella bufera per presunta frode elettorale e incetta di voti.
"Ho commesso un ingiustificabile errore e disatteso proprio quei valori democratici ed etici che ho sempre difeso. Di questo mi assumo tutte le responsabilità e ne traggo in assoluta autonomia quelle che ritengo essere le giuste, doverose conseguenze: quale primo subentrante in Gran Consiglio per il mio circondario dichiaro sin da ora di rinunciare ad una eventuale sostituzione, e quale Consigliere Comunale di Lugano rassegnerò domani le mie dimissioni."
In attesa di conoscere l'esito dell'inchiesta aperta a suo carico, Kauz dunque abbandona le cariche politiche di cui era investito.
"Una scelta per me dolorosa, considerato che nelle due ultime legislature ho partecipato con impegno, dedizione e tanta passione alla vita politica, onorato di poter servire la mia città e i suoi cittadini. Ma al contempo un atto dovuto, per il rispetto che devo a me stesso, alle istituzioni, agli elettori e al mio partito. Con tutti mi scuso sinceramente."
Su Facebook Kauz aggiunge ulteriori riflessioni che lo hanno portato a questa scelta:
"In questi giorni per me difficili ho maturato la decisione di rassegnare le mie dimissioni [...]. Lo faccio in piena autonomia, con grande dispiacere e profondo rammarico.
Nelle due ultime legislature ho partecipato con impegno, dedizione e tanta passione alla vita politica, onorato di poter servire la mia città e i suoi cittadini.
Questa volta ho però sbagliato e ho commesso una ingiustificabile sciocchezza . L'ho fatto con leggerezza, in buona fede, preso dalla contesa elettorale.
Mi rendo conto che questa non è un'attenuante e quindi assumo la responsabilità del mio comportamento e mi scuso pubblicamente.
Ho sempre pensato che la politica debba fondarsi su valori etici e ora li ho disattesi proprio io.
E allora è giusto e necessario che io faccia un passo indietro.
Per la mia dignità, per la mia famiglia, per la fiducia che gli elettori devono poter riporre nei loro rappresentanti e anche per il mio partito.
Non posso permettermi di coinvolgere il PLR -al quale sono estremamente grato, è la mia seconda casa - in una vicenda che è stata e deve rimanere esclusivamente personale".
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