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Nepal
"Kasturi Mirga", la storia di Kam For Sud scritta da una giovane ticinese
© Giulia Pittet
© Giulia Pittet
Andrea Scolari
2 anni fa
Per festeggiare i venticinque anni di attività l'Associazione Kam For Sud, Ong ticinese che opera in Nepal, ha deciso di pubblicare un libro che "ripercorre il proprio cammino". Ne abbiamo parlato con la giovane curatrice, la ventunenne ticinese Giulia Pittet.

“Il mio legame con il Nepal esiste da quando sono nata: mia mamma ci andava una volta all’anno per accompagnare i progetti di Kam For Sud*, mentre mio papà ha seguito da vicino due cantieri importanti dell’Associazione: la costruzione dell’orfanotrofio-fattoria di Tathali e la ricostruzione del villaggio di Saipu dopo il terremoto”. Giulia Pittet, giovane ticinese di ventun anni, è stata più volte in Nepal, paese che per lei è diventato un posto del cuore. “Negli anni”, ci racconta, “abbiamo stretto dei legami molto forti con alcune persone che fanno parte della ‘costellazione’ di Kam For Sud, come alcuni amici dei nostri genitori che ci hanno viste crescere o i nostri coetanei dell’orfanotrofio-fattoria che ritrovavamo a ogni viaggio in Nepal. Ho avuto la fortuna di passare del tempo nelle montagne nepalesi e di scoprire luoghi che mi hanno affascinata, ma soprattutto ho avuto l’opportunità di confrontarmi già da bambina con la diversità, di vedere con i miei occhi altri modi di vivere e di realizzare che la nostra vita in Svizzera non è rappresentativa per il resto del mondo”. E in Nepal, Giulia, c’è stata anche nell’estate del 2023 per cinque settimane. Ma quel viaggio è stato diverso dagli altri e in valigia ha messo anche tutto l’occorrente per raccogliere oltre quaranta testimonianze di bambini, ragazzi e adulti che, negli anni, per un motivo o per l’altro, sono venuti a contatto con Kam For Sud. Così è nato “Kasturi Mirga”, libro che verrà presentato questa sera alle 18 a Bellinzona. Per Giulia è la prima esperienza di questo tipo ed è emozionata all'idea di poterlo presto prendere in mano.

“Una storia per ripercorrere il cammino dell’Associazione”

L’idea, continua Giulia, è nata nella primavera del 2023. “Kam For Sud desiderava segnare in qualche modo l’anniversario dei suoi venticinque anni di attività e il Comitato ha pensato di lasciar raccontare questa storia ai nepalesi: tante diverse narrazioni che insieme avrebbero ripercorso il cammino dell’Associazione. Quando sono venuta a conoscenza di questo progetto, mi sono detta che poteva essere l’occasione di dare finalmente il mio contributo, di fare qualcosa di concreto per questa ONG che mi sta a cuore, così ho proposto al comitato di occuparmi di raccogliere le testimonianze. Durante l’estate 2023 ho trascorso cinque settimane in Nepal, incontrando i protagonisti del libro. Ognuno di loro ha condiviso con me un frammento della propria storia. Grazie al sostegno del coordinatore locale Rajan, che mi ha accompagnata e ha funto da interprete quando gli intervistati non parlavano inglese, e grazie all’aiuto di alcuni amici nepalesi che hanno in seguito tradotto le registrazioni dal nepalese, questo libro ha potuto essere scritto. Mi ha fatto piacere sentire da più parti l’apprezzamento per il lavoro orizzontale dell’ONG, un modo di lavorare che personalmente trovo molto ispirante. Penso che dai racconti si riesca a percepire lo 'spirito' dell’Associazione, se così possiamo chiamarlo, un modo di lavorare che è il riflesso di un ideale: il sostegno e l’interscambio bidirezionale, paritario e non gerarchico".

“Li vedevo emozionarsi”

Le quarantatré storie raccolte in “Kasturi Mirga” portano il lettore a intraprendere un viaggio nella realtà di Kam For Sud in Nepal. “Non ho riscontrato particolari difficoltà nel dialogo con gli intervistati, che hanno condiviso le loro esperienze e i loro ricordi con molta spontaneità e franchezza. Sia i beneficiari dei progetti, sia gli operatori, il personale, il comitato locale, tutti hanno aderito con entusiasmo a questa iniziativa. La maggiore difficoltà è stata forse linguistica: chi non sapeva l’inglese, infatti, si esprimeva in nepalese, in questi casi io li stavo ad ascoltare registrando i loro racconti, li vedevo a tratti infervorarsi o emozionarsi… mi sarebbe piaciuto comprendere subito ciò che stavano narrando”.

“Kasturi Mirga”, ovvero cervo muschiato

La domanda sorge spontanea per chi non comprende il nepalese: ma “Kasturi Mirga” cosa significa? “È il nome nepalese del cervo muschiato, animale protetto in Nepal ed emblema scelto dal co-fondatore Dinesh Paudel per l’Associazione, perché porta in sé qualcosa di prezioso. Pochi sanno che ‘Kam’ di Kam For Sud deriva proprio dall’umile Kasturi Mirga. Il nome sta a sottolineare il grande pregio di questo impegno solidale disinteressato”.

“Un’attitudine mite come valore"

Giulia, come scritto, ha una relazione speciale con il Nepal e nel corso della sua vita ha avuto più di un'occasione per instaurare un forte legame con le persone del posto. Bellinzona e Kathmandu, la capitale ticinese e quella nepalese, sono fisicamente separate da migliaia di chilometri. Due mondi distanti tra loro sotto vari punti di vista, ma cosa potremmo imparare noi ticinesi da loro e viceversa? “L’attitudine mite che ho osservato in molti nepalesi mi ha fatto riflettere sui problemi e le tensioni che spesso in Occidente nascono dalla supponenza e dalla competitività. Tornare a vivere l’umiltà come un valore, la gratitudine verso la vita quando i bisogni fondamentali sono soddisfatti, potrebbe essere d’ispirazione per tutti", riflette la ventunenne. 

* Ong ticinese fondata nel 1998, che ha l’obiettivo di creare un ponte tra Svizzera e Nepal, per uno sviluppo sostenibile nel settore dell’educazione, della formazione professionale, della salute, dell’ecologia, dell'imprenditoria equa e sociale e per la protezione dell’infanzia. (dal sito di KFS)