
L'ex produttore cinematografico luganese Francesco Juilland non è più sotto indagine in Italia. Lo anticipa oggi la RSI, riferendo che il pubblico ministero milanese Eugenio Fusco ha delegato ieri il procedimento penale alla procura ticinese. Nelle prossime ore seguirà dunque la revoca dell’ordine di custodia cautelare italiano.Per Juilland - che è difeso dall'avvocato Elio Brunetti - le grane non sono però finite. In Ticino resta infatti l'accusa promossa dalla procuratrice pubblica Monica Galliker di truffa, riciclaggio e falsità in documenti. Al centro della vicenda, ricordiamo, c'è un importante giro di polizze assicurative sulla vita false per un valore di 4 milioni e mezzo di euro. Juilland, che è a piede libero, ha sempre sostenuto la sua buona fede. "Più che un truffatore mi sento un truffato. Non avrei mai immaginato che le polizze fossero false", ha dichiarato. Gli inquirenti hanno recuperato circa il 90% della somma che lo riguarda.
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