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Ticino
"John, pensaci tu"
Redazione
12 anni fa
Sputi, insulti e botte contro gli agenti della Comunale di Lugano. Il Municipio scrive al procuratore generale

Sono oltre 200 le denunce o querele presentate da agenti della Polizia comunale di Lugano dal 2005 a oggi.

Lesioni, vie di fatto, diffamazione, ingiuria, minaccia, esposizione a pericolo della vita altrui, violenza contro le autorità e funzionari, impedimento di atti dell'autorità, sommossa, denuncia mendace, sono numerose le ipotesi di reato contemplate in questa montagna di incarti.

Come scrive oggi il Corriere del Ticino, questi dati risultano da un rapporto che il Municipio di Lugano ha commissionato al Servizio giuridico, per fotografare le denunce di questi ultimi nove anni, il genere di reato e l'esito delle inchieste.

Negli scorsi giorni questo rapporto, di una quindicina di pagine, è stato consegnato all'Esecutivo, che ha potuto così affrontare un tema che tende a restare sommerso.

Sulla scorta di questo rapporto, il Municipio ha scritto ieri una lettera all'indirizzo del Ministero pubblico e del procuratore generale John Noseda per chiedere un trattamento più veloce degli incarti inevasi.

Il Municipio è infatti preoccupato per il fatto che molti incarti risultano pendenti da tempo. È lo stesso rapporto del Servizio giuridico a far emergere una certa lentezza da parte della autorità nel far luce sui casi denunciati dagli agenti. Il pericolo è che i poliziotti, non sentendosi tutelati a sufficienza, rinuncino a sporgere denuncia per evitare complicazioni burocratiche. Si teme inoltre un aumento dell'aggressività da parte di certe persone, conscie del fatto che gli agenti non possono reagire.

Un circolo vizioso che il Municipio di Lugano è intenzionato a stroncare sul nascere. Proprio con questo obiettivo è stata inviata la lettera a Noseda.

"Riteniamo assolutamente prioritario che la polizia ossequi le norme di cui esige il rispetto" scrive l'Esecutivo nella sua lettera. "Ma anche che in tempi oggettivamente ragionevoli gli agenti possano ottenere giustizia dalle preposte istituzioni a fronte della sequela di reati commessi nei loro confronti."

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