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Ticino
Jihadismo online in Ticino
Redazione
12 anni fa
Nel nostro Cantone c'è una pagina Facebook, con oltre 600 "like", che nega i massacri dell'ISIS e invita a sostenerne la causa. Non si sa chi ci sia dietro

Non si sa se tra la quarantina di persone partite dalla Svizzera per spalleggiare gli estremisti islamici in Siria vi siano persone residenti in Ticino.

Si sa, però, che anche nel nostro Cantone c'è qualcuno che incoraggia a combattere contro il regime siriano di Assad e sostenere la causa dell'ISIS.

Tramite una pagina Facebook, che vanta oltre 600 "like", di cui parla oggi il Corriere del Ticino.

La pagina, che si autodefinisce "la rivolta siriana contro il regime di Assad in canton Ticino", sostiene di voler "realizzare gli interessi economici, sociali e culturali della comunità siriana e unire le energie per aumentare e approfondire i legami dei sentimenti di cittadinanza verso la nazione. E promuovere gli eventi di supporto e le attività che sostengono la rivoluzione siriana."

Tra i vari post, si leggono più volte inviti a combattere contro chi sta cercando di frenare l'avanzata dell'ISIS. Ma soprattutto si legge una campagna di controinformazione volta a negare la violenza del movimento jihadista.

"I cristiani non vengono massacrati, è solo propaganda. Nemmeno gli yazidi vengono massacrati" riporta la pagina Facebook in questione. "Tutte le testimonianze su qualunque yazidi donna, bambino o uomo non combattente ammazzato sono falsità."

Vi è poi un post chiamato "Alcune bufale sulle storie che girano sull'ISIS in Siria e in Iraq", nel quale viene negata tutta una serie di massacri ai danni degli yazidi emersi negli ultimi tempi.

Non è dato sapere chi si nasconda dietro a questa pagina Facebook.

La Lega dei musulmani in Ticino, per voce del suo presidente Gasmi Slaheddine, ha dichiarato al CdT che "l'ISIS non rappresenta l'Islam in nessun modo. È un movimento fondamentalista, come possono esserlo Al Qaeda e i talebani, creato dalle grandi potenze occidentali, Stati Uniti in testa. Sono loro ad aver sostenuto prima i dittatori e poi hanno favorito la diffusione di queste fazioni estremiste nel mondo. Sono loro ad aver creato il problema e quindi che si arrangino a risolverlo. E, infatti, è quello che stanno facendo... con le bombe."

"Noi non c'entriamo nulla" ha aggiunto Slaheddine in relazione alla misteriosa pagina Facebook. "Siamo gente che prega il proprio Dio, Allah. Lo preghiamo punto e basta. Viviamo tranquillamente e in pace, come sempre, senza nessun particolare problema."

"Il problema" secondo Slaheddine " sono i media che insistono nell'associare l'Islam al terrorismo, agli attentati e alle stragi, danneggiando la nostra immagine. Ma la fede non c'entra niente. È necessario che le cose cambino, per questo vi invito a conoscere l'Islam."

Anche un rappresentante della comunità siriana in Ticino, il presidente della federazione degli aramei in Svizzera Melki Toprak, si dice all'oscuro della pagina Facebook in questione.

"Gli aramei ticinesi parteggiano per il presidente siriano. E quindi la pagina Facebook non rappresenta in alcun modo i siriani che risiedono nel nostro Cantone" ha dichiarato Toprak al CdT. "Ho tentato invato con degli amici che sanno l'arabo di contattare l'amministatore di questa pagina, ma fino ad ora non ci ha risposto. Comunque sia, è chiaro che simpatizza con l'ideologia fondamentalista, come i fratelli musulmani, Al Qaeda, al Nusra e Daash. Le foto con i relativi commenti sono chiari: intendono nascondere i massacri effettuati contro le minoranze non musulmane, come cristiani, curdi e yazidi, da parte dell'ISIS."

"Bisogna agire finché si è in tempo" ha concluso Toprak. "Prima che queste persone diffondano la loro ideologia estremista in Ticino e in tutta la Svizzera."

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