
Manuele Bertoli e Giovanni Jelmini alla cena di mercoledì all’agriturismo La Vigna non sono stati invitati. E nemmeno i capigruppo dei loro partiti. E, come succede a volte quando uno resta fuori dal giro, non hanno apprezzato. Anche perché a quella cena a cinque, presente pure la ministra delle finanze e dell’economia Laura Sadis, più che del sostegno a Fulvio Pelli per il Consiglio federale, si è parlato, tra l’altro, di due temi caldi: il futuro delle principali aziende parapubbliche cantonali, AET e BancaStato e la composizione dei loro consigli di amministrazione. “Prendo atto che è tornato il famigerato tavolo di sasso – dice Jelmini -. È solo cambiato l’interlocutore del PLR. Ognuno può incontrare chi, quando e come vuole. Nell’incontro di Cadenazzo sorprende tuttavia la presenza della ministra Laura Sadis, presenza a mio parere inopportuna se si considera che si è parlato della spartizione dei posti nei Consigli di amministrazione di AET e BancaStato, enti pubblici autonomi che fanno riferimento più direttamente al suo dipartimento. Mi consta che gli amministratori degli enti pubblici dovrebbero essere decisi da tutto il Consiglio di Stato. La presenza di Sadis all’incontro di spartizione mi sembra quindi oltre che inopportuna anche poco collegiale”. Meno critico Manuele Bertoli, che non risparmia però stoccate alla Lega. "La cosa più buffa – dice - è che noi attacchiamo la Lega sul suo comportamento sull’AET e loro ci accusano di fare cadregopoli e poi la sera stessa vanno a fare loro cadregopoli. Perché non penso che i partecipanti alla cena si siano scambiati le foto dell’estate. A me non scandalizza che si parli di queste cose, basta che poi non si faccia le verginelle del bosco, accusando i partiti storici di spartirsi la torta”. E sulla presenza di Sadis, Bertoli dichiara: “A mio avviso non è problematica, purché poi spieghi le sue intenzioni in maniera aperta e chiara”. emmebi
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