
Al congresso avuto luogo ieri sera nell'aula magna dell'università erano in tanti, circa in 400. Il presidente del Ppd Giovanni Jelmini ha parlato, a grandi linee, delle sfide/problemi che minacciano il futuro del Cantone: "Chi non lavora, non mangi" ha detto, per richiamare metaforicamente il concetto di responsabilità personale, spiegando perché è necessario riformare lo Stato e salutando il futuro presidente del Consiglio degli Stati, Filippo Lombardi.Partendo dalla crisi attuale del Cantone, Jelmini ha ribadito i soliti temi caldi: le difficoltà finanziarie del Cantone, occasione per ripensare all'organizzazione e ai costi dell'amministrazione pubblica, il preventivo 2013, il problema dei frontalieri, e poi ha lanciato l'idea di un "forum" sull'economia.Non è mancata anche una "frecciatina" sul debito dello Stato: "Siamo preoccupati perché in prospettiva non si intravedono misure volte ad invertire la tendenza di una spesa pubblica che aumenta ogni anno". Dopo una diagnosi, Jelmini si è preoccupato anche "della cura": ripensare lo Stato per trasformare la crisi in occasione di crescita.
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