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Ticino
Jelmini: "Chi non lavora, non mangi"
Redazione
14 anni fa
Il presidente del Ppd ha parlato, a grandi linee, delle sfide/problemi che minacciano il Cantone durante il congresso di Lugano

Al congresso avuto luogo ieri sera nell'aula magna dell'università erano in tanti, circa in 400. Il presidente del Ppd Giovanni Jelmini ha parlato, a grandi linee, delle sfide/problemi che minacciano il futuro del Cantone: "Chi non lavora, non mangi" ha detto, per richiamare metaforicamente il concetto di responsabilità personale, spiegando perché è necessario riformare lo Stato e salutando il futuro presidente del Consiglio degli Stati, Filippo Lombardi.Partendo dalla crisi attuale del Cantone, Jelmini ha ribadito i soliti temi caldi:  le difficoltà finanziarie del Cantone, occasione per ripensare all'organizzazione e ai costi dell'amministrazione pubblica, il preventivo 2013,  il problema dei frontalieri, e poi ha lanciato l'idea di un "forum" sull'economia.Non è mancata anche una "frecciatina" sul debito dello Stato: "Siamo preoccupati perché in prospettiva non si intravedono misure volte ad invertire la tendenza di una spesa pubblica che aumenta ogni anno". Dopo una diagnosi, Jelmini si è preoccupato anche "della cura": ripensare lo Stato per trasformare la crisi in occasione di crescita.

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