
Il presidente cantonale PPD Giovanni Jelmini prende posizione dopo le rapine a mano armata avvenute ieri a Novazzano e Pedrinate, preoccupato per la sicurezza della popolazione del Mendrisiotto ("e non solo"), soprattutto ora che un centinaio di agenti ticinesi sono impegnati per il Forum di Davos fino al 25 gennaio.
Dopo l'interrogazione da parte di due consieglieri comunali PPD inoltrata in mattinata al Municipio di Chiasso per chiedere il presidio oppure la chiusura notturna del valico di Pedrinate, interviene ora anche il loro presidente, chiedendo al Governo cosa si sta facendo di concreto per arginare il fenomeno dei furti e delle rapine in Ticino.
Nonostante il PPD riconosca l'importanza di una recente campagna di sensibilizzazione della popolazione lanciata dal Dipartimento delle Istituzioni, il partito ritiene che è ancora più importante "che la Polizia cantonale sia dotata delle risorse necessarie per far fronte a eventuali reati".
Nel comunicato diramato in serata si legge: "In un momento in cui occorrerebbero maggiori controlli alla frontiera i ticinesi vengono di fatto privati della presenza di un centinaio di agenti di polizia. Inoltre, a Berna l’approvazione dell’atto parlamentare del deputato Marco Romano volto a ottenere l’aumento delle guardie di confine è stato temporaneamente vanificato dalla proposta di UDC/PLR in occasione del preventivo 2014 della Confederazione: taglio lineare “a tosaerba su tutti i dipartimenti” di 150 milioni di franchi".
In questo contesto e dato che gli accordi internazionali sottoscritti dalla Svizzera non impediscono di presidiare stabilmente i valici di confini in caso di situazioni eccezionali, il PPD invita il Governo a rivolgersi direttamente a Berna "per ottenere quanto prima un adeguato effettivo di guardie di confine per il presidio di tutti i valici, affinché la sicurezza della popolazione possa essere adeguatamente garantita".
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