
Ci sono più versioni. Gli inquirenti non hanno ancora potuto stabilire quale sia quella più attendibile. E appurare l’esatta dinamica di quanto avvenuto mercoledì mattina alle 6.20 al passaggio a livello di Santo Spirito. Nella periferia nord di Bari. Poco lontano dal mare. A travolgere Peter Jaks è stato il treno regionale 12456, Bari-Foggia delle Ferrovie dello Stato. Per ricostruire l’accaduto, sono intervenuti agenti della polizia ferroviaria. Inutile, invece, il soccorso del personale del servizio di emergenza sanitaria 118. Una versione dice che l’ex stella dell’hockey svizzero fosse in piedi in mezzo ai binari e avesse le braccia tese verso l’alto. Una seconda che vi fosse in ginocchio. Un'altra che fosse steso aspettando di chiudere gli occhi per sempre. E una quarta che stesse attraversando a piedi i binari. Ma questo non è l’unico punto oscuro. Gli inquirenti non sono infatti ancora riusciti a stabilire cosa abbia fatto esattamente Jaks tra lunedì mattina verso le 3.00 quando è stato controllato dai carabinieri di Potenza e mercoledì mattina alle 6.20 quando è stato travolto dal treno che l’ha ucciso. Stando ad una testimonianza raccolta dalla RSI Jaks avrebbe trascorso la notte di martedì, la sua ultima notte, nella stazione dismessa poco distante dal luogo in cui è morto. Tra lunedì mattina e martedì sera avrebbe dunque viaggiato tra Potenza e Bari, verosimilmente in treno.Intanto gli esami comparativi del DNA che dovranno dare la certezza ad inquirenti e famigliari che il corpo sia effettivamente quello di Peter Jaks, come scrive il CdT, non sono ancora stati completati. E l'iter, secondo nostre informazioni, potrebbe richiedere qualche giorno ancora. La famiglia nel frattempo non accetta le condoglianze.Finché questi esami non saranno conclusi la salma non potrà essere rimpatriata. E non potrà essere stabilita la data dei funerali.red
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