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Ticino
Jacoma nell'auto del suo aggressore
Redazione
17 anni fa
Emergono nuovi dettagli sull'aggressione di sabato all'area di sosta Cadenazzo Est

Sabato notte, in quella maledetta area di sosta del Ceneri, Lindy Jacoma si trovava a bordo dell’auto del suo aggressore. Qualcuno è fuggito a tutta velocità verso le 23.30, dopo aver lasciato a terra in fin di vita l’81enne di Claro, poi deceduto all’ospedale san giovanni di Bellinzona. Finora gli inquirenti non sono riusciti ad identificare il proprietario dell’auto. Ma si tratta quasi certamente di una vettura con targhe ticinesi, almeno stando a quanto raccontato dall’amico 50enne, che sabato notte si trovava con Jacoma nell’area di sosta. Un’area conosciuta per essere un luogo di incontri sessuali, soprattutto tra omosessuali. L’81enne vi è giunto con il 50enne. Ma poi, forse proprio in cerca di prestazioni sessuali, si sarebbe infilato nell’auto del suo aggressore. Per questo l’amico, già sentito in qualità di teste, ha potuto raccontare ben poco dell’aggressione avvenuta al buio e in un’altra vettura. Gli inquirenti, coordinati dalla procuratrice pubblica Rosa Item, stanno comunque battendo tutte le piste. Solo l’autopsia potrà dire con esattezza se Lindy, che prima della pensione lavorava all’ufficio passaporti e che abitava in una palazzina a Claro, sia morto a causa delle percosse o a causa di un malore provocatogli dall’aggressione. Non è da escludere che l'81enne sia morto per emorragia in seguito ad una caduta durante l'aggressione. Intanto infiamma la polemica sulla sicurezza di quest’area di sosta. Ieri Eugenio Sapia, portavoce della filiale USTRA a Bellinzona, ci ha dichiarato che si potrebbero mettere delle videocamere di sorveglianza nelle aree di sosta ‘sensibili’. Pri

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