
Venerdì 30 settembre non sarà per la RSI un giorno esattamente uguale a tutti gli altri. Coinciderà infatti con il definitivo congedo da una delle sue figure più note, quella di Jacky Marti che ha raggiunto il beneficio della pensione . Nato il 5 settembre 1949 a Lugano, laureato in scienze politiche a Pavia, giornalista, cronista sportivo, presentatore – sin da studente – e produttore di moltissimi programmi che spaziano dall’Informazione all’Intrattenimento allo Sport, negli ultimi oltre vent’anni è stato dapprima ideatore e direttore di Rete Tre (1988-1992), poi capo di Rete Uno (1992-2000), infine direttore di tutta la radio sino al 31 dicembre 2010. "L’azienda - si legge in una nota stampa diramata in mattinata - si congeda da uno dei suoi collaboratori più conosciuti e riconosciuti dal pubblico della Svizzera italiana, ma soprattutto da un dirigente che per oltre 40 anni ha messo a disposizione della RSI la sua competenza, la sua duttilità, i suoi talenti, la sua energia vulcanica, la sua immaginazione creativa, il suo fiuto, le sue grandi doti di ideatore e organizzatore di eventi, spesso straordinari". E ancora: "Jacky Marti – che pure ha trascorso non pochi anni in televisione – resta soprattutto un grande uomo di radio che egli ha saputo plasmare e, in parte ridisegnare con acume e intelligenza, a partire dal 2000, ottenendo successi senza pari nel resto della Svizzera sia in termini di ascolto che di qualità". A lui e ad Andreas Wyden è legato indissolubilmente Estival Jazz che, da quest’anno, approfittando del maggior tempo libero di Jacky e del sostegno della RSI, partner storico della manifestazione, dispiegherà la sua offerta in due nuovi appuntamenti, l’uno autunnale, l’altro primaverile, pure essi affidati alla regia e all’esperienza della consolidata coppia. E infine: "L’azienda RSI e tutti i suoi attuali ed ex collaboratori che, nel corso della loro avventura professionale, hanno avuto il privilegio di compiere un tratto di strada accanto a Jacky, salutano con grande simpatia e riconoscenza il collega, il dirigente autorevole, l’amico, ma soprattutto l’uomo che non ha mai tradito sé stesso".
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