
L’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) intende migliorare l’informazione destinata alle imprese estere sull’obbligo di assoggettamento all’IVA in Svizzera. A questo scopo, sono state pubblicate sulle pagine della Segreteria di Stato dell’economia (SECO) distacco.ch e portale PMI (pmi.admin.ch) delle informazioni utili e facilmente accessibili. Inoltre, saranno presto disponibili ulteriori indicazioni anche sul sito Internet dell’Ufficio federale della migrazione (UFM).
Questa è una delle misure immediate che l’AFC intende adottare per ridurre gli svantaggi concorrenziali causati dall’IVA alle imprese svizzere nelle zone di confine – in particolare nel settore dell’ingegneria civile, nonché dell’edilizia e rami accessori. Il DFE si rallegra di questo primo piccolo passo verso la concretizzazione della mozione. La legge sull’IVA non deve rimanere lettera morta: bisogna limitare la concorrenza sleale nelle zone di confine (12.4197), presentata il 13 dicembre 2012 dal Consigliere nazionale ticinese Ignazio Cassis.
Entrambe le Camere federali, adottando all’unanimità questo atto parlamentare, hanno riconosciuto l’importanza del problema che tocca da vicino gli artigiani svizzeri a ridosso della frontiera, quindi in particolare quelli ticinesi. II DFE attende ora con fiducia l’adozione di misure più concrete a breve termine. Tra di esse, il Consiglio federale sta valutando la possibilità di richiedere alle imprese estere l'indicazione del numero IVA nell'ambito della procedura di notifica.
Inoltre, il prossimo mese di giugno, il Consiglio federale avvierà la procedura di consultazione relativa alla mini-revisione della legge sull'IVA proposta dalla Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-N, mozione 13.3362). In questo ambito, il Consiglio federale prevede di applicare il limite di 100’000 franchi annui per l'esenzione dall'assoggettamento all’IVA alla cifra d'affari complessiva di un'impresa, e non più quindi a quella conseguita solo in territorio svizzero.
Le imprese con sede all'estero sarebbero quindi fondamentalmente assoggettate all’IVA a partire dal momento in cui effettuano prestazioni in Svizzera. Il Cantone seguirà da vicino l’evolversi della situazione, avanzando in modo costruttivo, tramite i debiti canali istituzionali, tra cui proprio l’imminente procedura di consultazione, le sue puntuali proposte e osservazioni.
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