
La pluralità linguistica è aumentata all'interno dell'amministrazione federale, ma l'italiano continua ad avere un ruolo marginale come lingua ufficiale. È quanto emerge da un'analisi presentata oggi dallo ZDA, il Centro studi sulla democrazia di Aarau.
Il peso delle lingue ufficiali nelle diverse unità amministrative può essere valutato analizzando l'idioma originale degli atti legislativi della Confederazione, scrive oggi in una nota lo ZDA.
Fra il 1998 e il 2015 si constata un chiaro aumento dell'importanza del francese: dal 5% di atti redatti nella lingua di Molière vent'anni fa si è passati al 18% tre anni or sono. L'italiano, con una quota inferiore al 2%, continua invece ad avere un ruolo "quasi insignificante" come lingua originale degli atti legislativi.
"Italofoni rassegnati"
A ciò si aggiunge il fatto che gli italofoni ai vertici dell'amministrazione federale continuano ad essere sotto rappresentati: erano il 5,1% del totale nel 2015, a fronte di un obiettivo che è stato fissato fra li 6,5 e l'8,5%. La presenza di persone di lingua francese e romancia raggiunge i valori prefissati dalle autorità, mentre i tedescofoni sono leggermente sovra rappresentati.
Dall'indagine è anche emerso che i quadri dirigenti dell'amministrazione federale accolgono con favore le misure di promozione del plurilinguismo e le reputano utili. Gli alti funzionari di lingua francese ne sono i principali sostenitori, mentre i tedescofoni denotano una sensibilità minore per il plurilinguismo.
Gli italofoni - si legge ancora nella nota - sembrano dal canto loro "rassegnati al fatto che l'italiano non funga da lingua ufficiale equivalente alle altre".
Un'ulteriore sfida è rappresenta dalla crescente importanza dell'inglese. La lingua di Shakespeare si sta facendo largo in particolare nei settori di rilevanza scientifica e in ambito internazionale.
Varietà linguistica e pari opportunità
Lo studio ha inoltre rilevato che "gli uffici federali in cui le minoranze linguistiche sono adeguatamente rappresentate hanno anche buoni valori a livello di rappresentanza femminile". "Per noi si tratta di una sorpresa", afferma, citato nella nota, il co-autore dello studio Daniel Kübler. "Ci aspettavamo che gli obiettivi delle pari opportunità e della rappresentanza linguistica fossero in concorrenza tra loro, invece è il contrario".
Per gli alti funzionari interpellati nell'ambito dell'indagine, una delle principali sfide per il futuro è il plurilinguismo negli appalti pubblici. Soltanto una comunicazione plurilingue in tutte le fasi della procedura di appalto potrà infatti garantire pari opportunità tra aziende di regioni linguistiche diverse.
L'analisi del Centro studi sulla democrazia è realizzata su mandato del Centro scientifico di competenza per il plurilinguismo di Friburgo. L'indagine tiene contro dei dati delle pubblicazioni ufficiali della Cancelleria federale, dell'Ufficio federale del personale, di un sondaggio online fra i circa 370 quadri superiori dell'amministrazione federale (2016) e di interviste qualitative con membri delle direzioni di venti unità amministrative (2017).
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