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Ticino
Italiano espulso due volte
Italiano espulso due volte
Italiano espulso due volte
Redazione
11 anni fa
L'uomo, pluricondannato sia in Italia che in Svizzera, aveva 18 procedure esecutive e 21 attestati di carenza beni

Il Tribunale federale ha confermato la decisione della Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni del Canton Ticino di espellere dalla Svizzera un cittadino italiano, classe 1951, pluripregiudicato in Italia e oggetto di condanne nel nostro Paese.

L'uomo aveva lavorato come frontaliere in Ticino dal 1981 al 1988, anno in cui si era trasferito con la moglie, ugualmente cittadina italiana, nel Canton Giura. I coniugi ricevettero un permesso di dimora e qualche anno dopo fu raggiunta dai tre figli. Nel 1993 tutta la famiglia fu posta al beneficio di un permesso di domicilio e nel 1994 si trasferì in Ticino.

Nel 2006 l'allora Sezione dei permessi e dell'immigrazione del Canton Ticino decise di revocare il permesso di domicilio all'uomo, dato che egli aveva sottaciuto l'esistenza di diverse condanne in Italia pronunciate nei suoi confronti tra il 1971 e il 1989. La decisione fu confermata dal Consiglio di Stato, ma in seguito annullata dal Tribunale cantonale amministrativo, il quale giudicava troppo lontane nel tempo le condanne dell'uomo. Inoltre i giudici del Tram ritenevano che la natura dei reati da lui commessi non permetteva di considerarlo come una minaccia reale e sufficientemente grave per un interesse fondamentale della società.

Da allora l'uomo è stato però nuovamente condannato, in Svizzera. Una prima volta a 17 mesi sospesi per infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti (traffico di marijuana), una seconda volta a una pena pecuniaria, per lesioni semplici.

Alla luce di queste condanne, la Sezione della popolazione ha quindi nuovamente deciso di revocare il permesso al cittadino italiano per motivi di ordine pubblico, nel gennaio 2013, intimandogli di lasciare la Svizzera entro un mese.

L'uomo ha presentato ricorso dapprima dinanzi al Consiglio di Stato, poi al Tribunale amministrativo cantonale, entrambe le volte senza successo.

Nel novembre 2014 egli ha quindi tentato la sua ultima chance per restare in Svizzera, quella del Tribunale federale, presentando ricorso tramite l'avvocato Sandra Xavier.

Al ricorso è stato subito concesso l'effetto sospensivo. Ma i giudici di Losanna, considerando anche che dal 2010 l'uomo è al beneficio dell'assistenza pubblica e che vanta ben 18 procedure esecutive aperte per oltre 3 milioni di franchi, nonché 21 attestati di carenza beni per altri 1,7 milioni di franchi, hanno ritenuto proporzionale la decisione ticinese, respingendo il ricorso e ponendo le spese giudiziarie di 2'500 franchi a carico dell'uomo. Che dovrà quindi lasciare la Svizzera, paese in cui viveva dal lontano 1988.

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