
La Deputazione ticinese alle Camere torna alla carica per promuovere la presenza italofona in seno all'amministrazione federale: a questo scopo ha depositato oggi una mozione analoga nei due rami del parlamento che chiede al Consiglio federale di designare un incaricato speciale."I dipendenti federali devono poter pensare, parlare e scrivere in italiano, e devono essere capiti", si legge nelle motivazioni delle mozioni, depositate dal neo-presidente della Deputazione ticinese Filippo Lombardi (PPD) e dal suo predecessore Ignazio Cassis (PLR). È quanto del resto prevede anche la legge sulle lingue che entra in vigore il primo gennaio: non è però ancora pronta la relativa ordinanza.Lombardi e Cassis caldeggiano soprattutto l'istituzione di un apposito "ombudsman", assunto a tempo pieno ad esempio presso l'Ufficio federale del personale. Questo incaricato speciale avrebbe in particolare il compito di informare i potenziali candidati italofoni sulle possibilità di impiego nell'amministrazione federale. Potrebbe inoltre fungere da mediatore qualora vi fossero situazioni penalizzanti legate alla lingua.ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

