Cerca e trova immobili
Ticino
Italiani in Ticino: l'epopea del voto
Redazione
14 anni fa
Per le elezioni nazionali gli italiani all'estero possono votare da casa. Per le regionali, invece, devono recarsi in Italia

Un italiano che vive a Lugano, il giornalista Federico Klausner, ha pubblicato oggi su Globalist un articolo per aiutare i suoi connazionali a districarsi tra i meandri del sistema di voto italiano. O forse per confonderli ancora di più? Il titolo è "Io voto all'estero, vi racconto i perversi paradossi." "Votare è semplice, non occorre neppure saper scrivere, basta saper tracciare una croce. Almeno così credevo". Comincia così il racconto della sua prima esperienza di voto da italiano all'estero. Il Consolato d'Italia di Lugano gli ha inviato un voluminoso plico contenente due schede elettorali, altre due buste, due fogli di istruzioni e un elenco dei candidati a Camera e Senato divisi per liste. "Un mostro nel quale le istruzioni si aggrovigliano nel più inestricabile intreccio, come i serpenti di Laocoonte", secondo Klausner. Ma, dopo averci dedicato un po' di tempo e pazienza, e grazie alle istruzioni "che paiono uscire da un pacco IKEA", il nostro giornalista riesce in qualche modo a compilare la scheda per le elezioni nazionali. "E per quelle regionali?" si chiede. Nessun problema, il giorno seguente riceve in bucalettere un tagliando da esibire per lo sconto sul treno. Perché per le elezioni regionali deve recarsi in Italia, nel suo caso a Milano. "A parte il fatto che ha poco senso che io voti per la amministrative di un Paese in cui non vivo, contribuendo così a formare una maggioranza il cui operato poi non mi riguarda, è pazzesco che per le politiche possa votare in Svizzera mentre per le regionali debba andare in Italia." E in effetti, come dargli torto?

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata