
Striscia la Notizia è arrivata sulle rive del Ceresio per fare un servizio sulla crisi dei negozi e del settore bancario. "Da quando è caduto il totem della segretezza bancaria sono emersi più di 20 miliardi di euro depositati nelle casseforti degli istituti elvetici - esordisce l'inviata Rajae Bezzaz - Sembra che un intero comparto economico stia andando in crisi qui a Lugano, compreso l’indotto. Molti sportelli bancari hanno chiuso, ma anche molti negozi di lusso, i soldi non girano più e gli stipendi si sono abbassati". I soldi, insomma, non girano più e anche gli stipendi si sono abbassati. Ecco quindi che sono partite le interviste ai "migranti economici", ovvero ai ticinesi che si sono trasferiti oltre confine. "Tra affitto, cassa malati e spese varie, la vita era diventata insopportabile" racconta un ragazzo di fronte alle telecamere. Il fenomeno, lo ricordiamo, è attuale era già stato evidenziato da un sondaggio di Ticino & Lavoro e da un articolo del Corriere del Ticino dello scorso 9 settembre.
Tra gli intervistati anche il consigliere comunale di Lugano Giovanni Albertini (PPD), che snocciola le cifre del sondaggio. "Dal 2011 ad oggi sono più che raddoppiati a livello statistico le persone che hanno deciso di trasferirsi in Italia. Delle 3'900 persone che hanno risposto al nostro sondaggio, il 3,5% ha già fatto il passo mentre il 4% lo sta per fare. Il 65% degli intervistati ha inoltre pensato all'Italia come possibilità, mentre il 71% non riesce col salario percepito a risparmiare alla fine del mese".
Dopo la classica battuta sul formaggio ("Guardate, hanno pure il formaggio coi buchi. Non hanno i soldi per comprarlo intero"), l'inviata decide quindi di donare spiccioli ai passanti. "Italiani consoliamoci, pure gli svizzeri fanno fatica ad arrivare a fine mese", conclude il servizio dedicato alla 'nuova emergenza umanitaria' alle porte dell'Italia. Inutile dire che, sopratutto via social, non tutti hanno gradito l'ironia del programma di Cologno Monzese...
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