
Multata in dogana per aver acquistato due maglioni in Svizzera.
È quanto è accaduto negli scorsi giorni a una donna italiana, che vive nella fascia di confine, la cui vicenda è riportata dal quotidiano La Prealpina.
Sapendo che nel nostro Cantone i saldi sono iniziati già subito dopo Santo Stefano, la donna ha oltrepassato il valico del Gaggiolo e si è recata in un centro commerciale ticinese.
Lì ha acquistato due maglioni, per un valore totale di circa un centinaio di euro, prima di riavviarsi verso casa.
Ma, una volta tornata al Gaggiolo, è stata fermata dalla Guardia di finanza, che ha scovato i suoi acquisti nel sacchetto che la donna teneva in bella vista.
Le è stato spiegato che aveva appena commesso un atto illegale, ovvero che aveva tentato di importare in Italia merce per un valore superiore al limite di 50 euro.
Perché per chi abita entro 15 chilometri dal confine elvetico, può acquistare liberamente merce in Svizzera per un valore massimo di 50 euro. Diverso il discorso per chi abita più lontano, che può arrivare fino a 300 euro.
Ma quest'ultimo non è il caso della donna, che abita vicino al confine. E quindi la Guardia di finanza le ha fatto pagare l'Iva al 22% sul valore dei maglioni e una multa di "soli" 30 euro, ridotta in considerazione del fatto che non aveva cercato di nascondere i suoi acquisti.
Il caso della donna in questione non sarebbe isolato. Ma la Guardia di finanza di Varese, interpellata da La Prealpina, assicura che i controlli di questi giorni sono assolutamente normali e che non hanno nulla a che vedere con l'inizio dei saldi in Svizzera.
Per concludere, il quotidiano italiano raccomanda di non cercare di eludere i controlli passando per i valichi incustoditi, visto che in caso di controlli nelle retrovie si rischia l'accusa di contrabbando. E di non occultare gli acquisti nel bagagliaio, perché in questo caso la multa aumenta e si può arrivare fino al sequestro della merce.
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