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Ticino
Italiana espulsa dalla Svizzera
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Redazione
9 anni fa
La donna - in assistenza, con vari precedenti e problemi di salute - ha ricorso al Tribunale federale ma invano

Un'altra cittadina italiana è stata espulsa dalla Svizzera dalla Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni, "a causa della sua dipendenza dalla pubblica assistenza, della sua disastrosa situazione economica e dal fatto che aveva interessato a più riprese le autorità di polizia e giudiziarie".

La decisione della Sezione della popolazione, risalente al 26 gennaio 2016, è stata resa definitiva dal Tribunale federale, che tramite una sentenza resa nota oggi (2C_871/2017) ha dichiarato inammissibile il ricorso della donna.

A confermare l'espulsione erano stati in precedenza già il Consiglio di Stato e il Tribunale amministrativo del Canton Ticino. Con il suo ricorso alla massima corte elvetica, la cittadina italiana contestava la decisione del TRAM, che non era entrato in materia sul ricorso non avendo ricevuto l'anticipo spese.

La donna sosteneva di non essersi accorta dell'avviso di ritiro della raccomandata con cui le si chiedeva l'anticipo spese o che lo stesso avrebbe anche potuto essere stato immesso nella casella postale altrui. Inoltre spiegava che i suoi familiari vivono in Svizzera e che non ha più contatti con i parenti residenti in Italia e chiedeva ai giudici di tenere conto delle sue difficili condizioni di salute, concedendole tempo per sistemare la propria situazione.

Ma nemmeno i giudici di Losanna hanno accolto le sue motivazioni. In merito alla sue condizioni di salute l'hanno invitata a rivolgersi all'autorità cantonale di prime cure, "la quale nel fissarle un termine di partenza terrà adeguatamente conto della sua situazione medica e personale". L'espulsione è in ogni caso stata confermata e le spese giudiziarie di 200 franchi poste a carico della ricorrente.

AS

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