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Ticino
Istituti, “Minacce velate a chi non si vaccina”
Foto © CdT/ Chiara Zocchetti
Foto © CdT/ Chiara Zocchetti
Marco Jäggli
6 anni fa
Per l’Mps gli Istituti sociali di Lugano fanno pressione sui dipendenti che scelgono di non vaccinarsi. In una circolare ai dipendenti si parla di “possibili conseguenze giuridiche in caso di focolai”

Il gruppo Mps-Pop-Indipendenti accusa gli Istituti sociali di Lugano di attaccare la libertà di scelta del personale curante in materia di vaccinazione, basandosi su una comunicazione che secondo il partito rappresenta “una forma di minaccia, neanche velata, verso il personale che non ha ancora deciso di vaccinarsi”.

“Possibili conseguenze e responsabilità giuridiche”
Sotto accusa una circolare inviata a tutto il personale a nome del Consiglio di amministrazione. Circolare in cui si legge, “la sua mancata adesione alla campagna vaccinale suscita una profonda riflessione in relazione all’esperienza COVID vissuta negli ultimi mesi dello scorso anno nei nostri istituti. Riteniamo doveroso richiamare l’attenzione sulle sue responsabilità e i suoi doveri etici, raccomandandole fortemente l’adesione alla campagna vaccinale”, cui si aggiunge in seguito che “il nostro invito vuole essere anticipatorio su possibili conseguenze e responsabilità di tipo giuridico nel caso di nuovi focolai all’interno delle nostre strutture che inevitabilmente sono generati in prima linea da professionisti”.

Nella lettera si aggiunge inoltre che “la responsabilità professionale si completa con quella collettiva nei confronti dei colleghi e di coloro che frequentano i nostri Istituti e che hanno aderito alla campagna vaccinale. Laddove non si potrà garantire la sicurezza auspicata non si esclude l’introduzione di misure di rinforzo a titolo preventivo”, concludendo con: “Pertanto, la invitiamo caldamente a considerare le raccomandazioni sopra indicate e ad aderire alla campagna di vaccinazione”.

“Si va contro le raccomandazioni della Commissione etica”
Secondo il partito la missiva, su cui si legge anche la firma del Presidente e consigliere nazionale Lorenzo Quadri, “è improntata all’opposto delle considerazioni della commissione nazionale d’etica per la medicina”, che raccomanda “una comunicazione ufficiale volta ad incoraggiare la popolazione a farsi vaccinare” fondata “su argomenti scientifici, affinché i cittadini possano prendere una decisione che tenga conto delle incertezze esistenti”. CNE che ricorda “che al momento attuale il solo effetto provato della somministrazione del vaccino è la protezione individuale delle persone vaccinate” e che l’obbligo vaccinale “interferirebbe in maniera sproporzionata contro i diritti fondamentali”.

L’Mps chiede di conseguenza al Consiglio di Stato:
1. La circolare consegnata al personale di Lugano Istituti Sociali è stata discussa ed approvata dal Medico Cantonale o da altre autorità cantonali?
2. Concorda che il suo contenuto è di fatto una minaccia verso il personale e, soprattutto, non fa leva su aspetti scientifici?
3. Cosa intende fare per rimettere in careggiata il consiglio d’amministrazione di Lugano Istituti Sociali tenuto conto del ruolo dell’autorità cantonale nella tutela dei diritti del personale?
4. Vi sono altre strutture socio-sanitarie che hanno adottato simili metodi minatori?
5. Cosa sta facendo l’autorità cantonale per applicare l’invito della Commissione nazionale d’etica per la medica a convincere con argomentazioni scientifiche il maggior numero di personale socio-sanitario a sottoporsi alla vaccinazione?

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