
Come preannunciato negli scorsi giorni, il partito comunista ha lanciato un'iniziativa per istituire un tribunale del Lavoro in Ticino. Secondo il partito nel nostro Cantone il tema del controllo del mercato del lavoro continua infatti ad essere una necessità nonostante misure come quelle relative al potenziamento degli ispettori incaricati degli accertamenti e quelle relative al sostegno delle commissioni paritetiche. Tramite l'iniziativa, sottoscritta dai deputati Massimiliano Ay (partito comunista), Jacques Ducry (Indipendente) e Michela Delcò-Petralli (I Verdi), si chiede di dare un ulteriore segnale a favore dei diritti e contro gli abusi, istituendo un tribunale del lavoro con competenze sul territorio cantonale.
"Nell’organizzazione giudiziaria ticinese" si legge nel testo dell'iniziativa, "non è presente un’autorità chiamata a statuire appositamente sulle vertenze di lavoro. Quest’ultime, di conseguenza, sono affidate di regola alle preture civili. Per contro altri Cantoni conoscono già una apposita giurisdizione sul lavoro: si tratta dei cosiddetti tribunali dei Prud’hommes, vale a dire tribunali che, come prima istanza, si pronunciano sulle controversie relative ai soli rapporti di lavoro".
Un Tribunale del Lavoro si occuperebbe "di tutte le pratiche riguardanti conflitti fra lavoratori e parte padronale, accelerando i tempi e semplificando le procedure" sottolineano i tre deputati. Ciò avviene già in altri Cantoni, "ad esempio a Losanna tramite la Loi sur la juridiction du travail del 12 gennaio 2010; a Friborgo tramite la Loi sur la juridiction des prud’hommes del 22 novembre 1972; a Zurigo tramite la Gesetz über die Gerichts- und Behördenorganisation im Zivil- und Strafprozess del 10 maggio 2010; ecc".
Benché presentata nella forma generica, i tre deputati segnalano altre caratteristiche importanti con questa iniziativa parlamentare:
- "Le competenze di tale Tribunale dovrebbero riguardare casi relativi a vertenze di diritto privato derivanti da un contratto di lavoro, così come quelle basate sulla Legge federale sull'informazione e la consultazione dei lavoratori nelle imprese; sulla Legge federale sulla parità dei sessi; sulla Legge federale sul collocamento e il personale a prestito e sulla Legge federale sulla formazione professionale";
- "Ciascun distretto dovrebbe comprendere una sezione dedicata alle vertenze di lavoro. Quest’ultima sarà composto da un presidente, il quale sarà assistito da due assessori, di cui uno scelto tra i lavoratori".
- "Per quanto il Codice di procedura civile già preveda in materia di lavoro la gratuità della procedura di conciliazione e che l’assistenza giudiziaria sia sancita sul piano federale, è importante che il tutto risulti essere gratuito per i lavoratori".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

