
L'amministratore unico dell'Issea, avvocato Massimo Silvestri, prende posizione sulla sentenza del Tribunale federale che conferma la condanna dell'istituto scolastico per aver utilizzato abusivamente le denominazioni "università" e "politecnico" sul territorio ticinese (vedi articolo suggerito).
Issea parla di "condanna ingiusta" e di "violazione dei diritti CEDU".
"Precisiamo che la condanna non ha alcuna influenza sulla legittimità della nostra attività universitaria e sulla validità dei titoli conferiti, che non è stata contestata, e nemmeno sull’uso delle denominazioni citate fuori dal Cantone Ticino, in particolare sul territorio del Cantone Zugo, dove dal 7 luglio 2016 è stata trasferita la sede legale e l’attività universitaria" scrive l'Issea.
"Riteniamo che la sentenza del Tribunale Federale, viziata da numerosi errori sia in diritto che in fatto, sia molto semplicistica e contradditoria nelle tesi giuridiche completamente infondate addotte, violi anche la Convenzione europea dei diritti dell’uomo che tutela, in applicazione del principio del contradditorio, il diritto ad un processo equo e ad una giusta difesa" prosegue l'Issea.
"La condanna è basata su fatti e circostanze nuovi e cronologicamente successivi rispetto a quelli indicati e contestati nell’atto di accusa originario del Pubblico Ministero nel processo di primo grado. Infatti, sono stati introdotti e contestati per la prima volta in appello fatti e circostanze nuovi, indicate nuove prove documentali mai prodotte nel processo di primo grado che il sottoscritto non ha mai visto e sulle quali non ha potuto pronunciarsi né contestare" scrive ancora l'amministratore unico dell'Issea. "Presenteremo percio’ nei termini di legge ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo CEDU per la violazione dell’ art.6 par.3 lett.a della omonima Convenzione eccependo la violazione del principio ad un equo processo e ad una giusta difesa."
"Concludiamo informando tutti gli studenti e gli interessati che la condanna, pur procurando un pregiudizio anche morale, del quale ci riserviamo di chiedere il ristorno, non avrà effetti pratici sulle nostre attività didattiche che proseguono normalmente nel Cantone Zugo, mantenendo le denominazioni università e politecnico che, ai sensi della legge di quel Cantone sono libere" scrive infine l'Issea. "Pure prosegue nel Cantone Ticino l’attività di formazione continua per adulti che non è soggetta alla legge universitaria cantonale, mantenendo le denominazioni Polo Tecnico e Scuola Universitaria Privata."
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