
Sono sorte polemiche attorno al concerto previsto domani al LAC, dove andrà in scena l'Orchestra Filarmonica Israeliana. Per il Coordinamento Unitario a sostegno della Palestina, lo spettacolo non s’ha da fare. Con una lettera indirizzata ai vertici del LAC e al Municipio di Lugano, l’organismo ha voluto esprimere "seria preoccupazione per la pertinenza della proposta musicale”. Una scelta giudicata "quantomeno inopportuna, se non immorale e giuridicamente compromettente". La richiesta è quindi quella di annullare il concerto. Una richiesta rispedita però al mittente. “L’abbiamo respinta sostanzialmente perché siamo contrari a ingerenze di natura politica in un evento culturale”, spiega ai microfoni di Ticinonews il presidente del LAC Roberto Badaracco. “Una volta organizzato, uno spettacolo di tale importanza non si elimina. Siamo contro la cultura della cancellazione”. Inoltre “non vogliamo diventare né oggetto né palcoscenico di scontro a livello politico. La cultura non deve essere politicizzata e dunque queste ingerenze non sono corrette”.
“Per noi si tratta solo di espressione artistica e musicale”
Argomentazioni che non hanno tuttavia convinto il Coordinamento. Innanzitutto, perché il legame fra l'orchestra e il suo direttore Lahav Shani con il governo israeliano sarebbe ben più stretto di quanto i vertici del LAC vorrebbero far credere. Inoltre, il boicottaggio culturale sarebbe tutt'altro che uno strumento controverso che alimenta polarizzazioni, come sostenuto invece da Badaracco. “Più che boicottaggio è la cancellazione della cultura, ovvero chiedere che certe espressioni artistiche non vengano fatte per dei motivi attinenti alla politica”, precisa il vicesindaco di Lugano. “Per noi, lo ripeto, si tratta solo di espressione artistica e musicale, tra l’altro in un contesto importante come la Giornata della memoria, vincolata come un momento di riflessione e confronto”.
"Mi dispiacerebbe se il concerto venisse strumentalizzato"
Infine, le rivendicazioni del Coordinamento Pro Palestina stridono anche con ragioni contrattuali. “La programmazione viene fatta diversi anni prima e quindi vi è anche una questione di mantenimento di contratti e di penali”. Nonostante i pareri discordanti, il concerto è dunque confermato, anche se sarà preceduto da un presidio organizzato proprio sul piazzale del LAC. “Mi dispiacerebbe se questo concerto venisse strumentalizzato per disturbare, forse anche per recare dei danneggiamenti e creare scompiglio, perché la Giornata della memoria è un simbolo di pace con cui si vuole creare unità tra le persone. Se la serata si dovesse trasformare in un momento di divisone e lotta, mi dispiacerebbe moltissimo”, termina Badaracco.

