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"Isabella d'Este" resta in Svizzera
"Isabella d'Este" resta in Svizzera
"Isabella d'Este" resta in Svizzera
Redazione
7 anni fa
Il Tribunale federale ha dato ragione alla proprietaria del controverso ritratto, negandone la confisca

Nulla da fare per Roma. Il "Ritratto di Isabella d’Este" resterà in Svizzera. Lo ha deciso lo scorso 13 maggio scorso il Tribunale federale (TF) di Losanna nell'accogliere il ricorso presentato dalla proprietaria del quadro contro la confisca e la consegna alle autorità italiane, confermata dal Ministero pubblico ticinese e dal Tribunale penale federale di Bellinzona (TPF).

La decisione delle due istanze inferiori, lo ricordiamo, era stata presa in seguito della condanna definitiva della sua proprietaria a un anno e due mesi di carcere per "trasferimento illecito di opere d’arte avvenuto senza la licenza d’esportazione". La sua proprietaria, Emidia Cecchini, ha sempre sostenuto che il dipinto, un olio su tela di 61 per 46,5 centimetri, presunto ritratto di Isabella d'Este, marchesa di Mantova (1474-1539), proviene da una eredità di famiglia e si trova in Svizzera dal 1913. Una versione dei fatti che non aveva convinto la giustizia italiana.

Questa fattispecie, però, "non esiste nel diritto svizzero" e per questo - hanno evidenziato i supremi giudici di Mon Repos - viene a mancare la condizione della "doppia punibilità". Pertanto, ha stabilito il TF, la rogatoria non può essere accolta e alla domanda di confisca non può essere dato seguito. Il ricorso della donna è stato quindi accolto e la causa rinviata al Tribunale penale federale affinché rifiuti la domanda di assistenza giudiziaria, ordini il dissequestro del dipinto litigioso e si pronunci sulle sue spese e ripetibili.

Il "Ritratto di Isabella d'Este", ricordiamo, è oggetto di contesa non soltanto davanti ai tribunali. Gli stessi esperti sono divisi sull'autenticità del quadro. Dopo il sequestro avvenuto il 9 febbraio 2015 su richiesta della Procura di Pesaro, il noto critico dell'arte e polemista Vittorio Sgarbi lo aveva definito un dipinto "da porta Portese", "inventato" dallo storico dell'arte Carlo Pedretti, che aveva invece attestato l'autenticità del quadro e lo attribuiva almeno in parte a Leonardo da Vinci. Per Sgarbi si trattava invece di "una crosta, di qualità modestissima che vale al massimo 2'000 euro". In ogni caso, il valore dell'opera è stimato tra i 100 e i 140 milioni di franchi.

(Sentenza 1C_447/2018 del 13 maggio 2019)

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