
Un collettivo ticinese, che gestisce un blog chiamato "Frecciaspezzata" e che si definisce critico nei confronti dellla società "capitalista, patriarcale, fascista" e del "sistema tecnologico-industiale", ha fatto "irruzione" questa mattina presso la sede della Croce Rossa a Molino Nuovo. Obiettivo dell'azione era denunciare le politiche di "segregazione e razzismo" attuate nei centri per richiedenti d’asilo gestiti dall'organizzazione, in particolare a Camorino, Cadro, Paradiso e Castione. Centri che, secondo il collettivo, non sono "d'accoglienza e d'integrazione" come definiscono i gestori, ma "dei luoghi dove gli agenti di sicurezza, i dipendenti della Croce Rossa e la polizia dettano legge a suon di ricatti, punizioni e violenze sia fisiche che psicologiche". Come dimostrano, aggiungono, "le testimonianze delle persone rinchiuse nel bunker di Camorino".
"Con megafono, striscione e volantini siamo entrati negli uffici, mettendo bene in chiaro le responsabilità della Croce Rossa e portando solidarietà e vicinanza a chi è costretto a subire la vita di segregazione in tali campi" si legge sul loro blog, dove viene postata una fotografia con uno striscione, sul quale capeggia la scritta "Croce Rossa complice dei Lager".
Il collettivo ha voluto rendere anche attenti sulla "complicità nelle deportazioni della Croce Rossa", citando il caso "della donna eritrea e dei suoi due figli, di cui una gravemente ammalata e in sedie a rotelle, avvenuto giovedì mattina all’alba dal centro di Cadro. Senza preavviso alcuno, la donna è stata ammanettata e “presa a carico” con la forza dagli agenti di polizia, per essere deportata assieme al figlio e alla figlia verso Zurigo, per infine essere rimandata a Brindisi, senza nessuna assistenza medico-sanitaria".
"Il silenzio è complicità" concludono, "continuiamo a premere e a lottare contro razzismo, segregazione e isolamento. Per la chiusura di tutti i bunker, campi e prigioni, per la fine di ogni tipo di espulsione!"
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