
"Si può rispondere all’importante pressione migratoria con la quale è attualmente confrontata la Svizzera, e il Ticino in particolare, tagliando risorse finanziarie che consentirebbero l’aumento dell’effettivo del Corpo Guardie di Confine?". È con una domanda retorica che il PPD dà l'incipit alla sua presa di posizione sulle dichiarazioni di Ueli Maurer emerse stamane.
"Evidentemente no - si autorisponde il partito in una nota diffusa alla stampa - ma non la pensa così il Gruppo UDC alle Camere federali, che, su pressione di Ueli Maurer ha deciso di intraprendere questa strada."
Secondo i popolari democratici, "l’aumento del Corpo è indispensabile e il Parlamento lo ha già ribadito più volte, così come lo stesso Maurer, vedi mozione 12.3071 presentata dal popolare democratico Marco Romano e approvata da entrambe le Camere nel 2013. Non è infatti possibile affidare questo delicato compito di controllo a personale di milizia non adeguatamente formato, come potrebbe essere l’esercito. Ci vuole personale professionista, la cui speciale formazione permette di garantire controlli maggiori e più intensi!".
Come il suo esponente in Consiglio Nazionale, "il PPD Ticino è irritato dal comportamento dell’UDC e nel contempo confortato dalla sicura opposizione del Gruppo PPD alle Camere federali sugli annunciati tagli proposti da Maurer. Tagli che sguarniscono pericolosamente la frontiera sud, esponendo il Ticino e i ticinesi a una situazione poco rassicurante. Non possiamo permetterci di attuare dei tagli in un settore sensibile come quello della sicurezza."
"È ora giunto il momento - chiosa il PPD - di dire basta alla politica delle proposte declamatorie e irrealizzabili (chiedere più mezzi con una mano, tagliare risorse finanziarie con l’altra)."
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