
Dopo le irregolarità e i pesanti dubbi emersi nella gestione contrattuale e salariale del cantiere dell'inceneritore di Giubiasco - fatti che Ticinonews.ch ha rivelato ieri -, il segretario di UNIA Saverio Lurati denuncia un nuovo caso. “Sul cantiere Alptransit di Sigirino, alla costruzione dei silos per il deposito ed il trattamento degli inerti – scrive in una nota stampa odierna - sta operando un consorzio di cui fanno parte anche la ditta Agir sthal AG e la Neue Agir sthal AG di Fahrweid . Queste ditte hanno poi in parte subappaltato il lavoro alla consorella della Cechia Agir steel AG la quale si avvale di lavoratori interinali della Rodych S.R.O. pure della Cechia”. Da qui - spiega Lurati - “l’intervento degli ispettori per verificare il corretto versamento dei salari che avviene attraverso la richiesta delle buste paga e della ricevuta bancaria. Le ditte si rifiutano sistematicamente di assecondare la richiesta e in maniera arrogante e intimidatoria tentano di impedire agli ispettori di esercitare il loro mandato”. “Pertanto appare abbastanza logico - aggiunge Lurati - supporre che qualcuno abbia qualcosa da nascondere e che il tentativo di messo in atto non può che essere finalizzato a guadagnare tempo per cercare in qualche modo di mascherare la realtà dei fatti. Ma a prescindere da ciò, almeno due aspetti della questione appaiono da subito nella loro gravità: il primo è quello relativo al fatto che lavoratori che operano per un’agenzia interinale estera non possono lavorare sul territorio svizzero ed il secondo che, vista l’arroganza adottata anche nei confronti della stazione appaltante, la ditta pensa di poter agire impunemente, segno che la prassi sin qui adottata è probabilmente abbastanza comune nel resto della Svizzera”. “Vi è poi la questione relativa al rispetto delle condizioni contrattuali d’appalto che, molto probabilmente, ottenuto tirando troppo sul prezzo (come ci è stato confermato dal signor Gino Boffa responsabile della Mancini e Marti, vedi lettera allegata) mette in condizione il Consorzio di speculare sui salari dei lavoratori provenienti dall’estero nella speranza di rientrare nel preventivo. Ma allora come la mettiamo rispetto alla concorrenza sleale?”. “Ed infine – continua Lurati - la questione che più ci preoccupa in vista dell’inizio dei lavori legati all’appalto miliardario per la realizzazione della tecnica ferroviaria sul cantiere Alptransit per la tratta da Ersfeld a Biasca: se le cose vanno in questo modo come potremo garantire il rispetto delle condizioni di lavoro, salario e corretta applicazione delle normative sulla concorrenza sleale e quelle in relazione ad eventuali subappalti o addirittura subappalti dei subappalti?”. “Urge sedersi ad un tavolo – afferma il segretario di UNIA - e trovare immediatamente le indispensabili contromisure all’arroganza fin qui palesata, in particolare dalle ditte svizzero tedesche, e all’ingenuità di stazioni appaltanti che, per finire, non sono in grado di controllare gli appalti che loro stesse assegnano, facendosi regolarmente superare dagli eventi”. “La libera circolazione della manodopera, e lo sapevamo - scrive Lurati - implica un controllo più severo e sistematico, in particolare sui cantieri onde evitare che la manodopera proveniente dall’estero sia sistematicamente sfruttata dal profilo salariale e che di conseguenza le ditte residenti vengano svantaggiate nel corso degli appalti pubblici e privati. La questione però sembra non toccare le ditte della svizzera tedesca che, aggirando impunemente sia la legislazione che la contrattualistica vigente si permettono, attraverso la costruzione di un sistema di scatole cinesi di impedire la corretta applicazione delle normative contrattuali e la verifica della correttezza nel versamento delle remunerazioni salariali e contrattuali”. Di più, tuona il segretario di UNIA, “con metodi int
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