
Sono irregolari le luci rosse nel palazzo di via Canevascini 26 a Besso.
Lo riferisce oggi La Regione, che già ieri aveva dato ampio spazio alla trasformazione del palazzo, dal quale tutti gli storici inquilini sono stati sfrattati e dove da qualche tempo hanno iniziato a lavorare quattro prostitute.
L'Ufficio tecnico di Lugano non ha ricevuto nessuna domanda edilizia per il cambio di destinazione, per cui ovviamente non ha rilasciato alcun permesso.
Probabilmente i locali nei quali viene esercitata la prostituzione sono stati presi in affitto da un prestanome, che poi li ha subaffittati. Resta il fatto che lì il meretricio non è consentito.
Una situazione di irregolarità in cui versa praticamente il 90% degli appartamenti di Lugano in cui lavorano prostitute. Il Municipio di Lugano è al corrente della situazione e sta lavorando a una base legale per porre delle regole chiare.
"Sappiamo che esistono un certo numero di casi e che l'attività di svolge sul filo della legalità" ha dichiarato il capodicastero Polizia Michele Bertini. "A livello comunale ci sono delle linee guida che sono in fase di aggiornamento mentre i lavori per attualizzare la base legale sono in corso sia a livello cantonale che federale. Ci troviamo in una situazione di transizione e tutti stiamo lavorando per uscirne al più presto."
Il dossier è attualmente in mano al servizio giuridico. La normativa dovrebbe essere pronta nel giro di qualche settimana.
Intanto sempre La Regione scrive che agli inquilini che hanno deciso di restare nel palazzo di via Canevascini è stata quasi raddoppiata la pigione. La parola speculazione, qui, non è affatto usurpata.
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