
La scorsa settimana un' ex-ricercatrice dell’Istituto Ricerche in Biomoedicina di Bellinzona, l’IRB, ha chiesto che le venisse corrisposto un compenso maggiore di quanto percepito per aver trovato un antivirale. Infatti la studiosa avrebbe ricevuto 33'000 dollari. Lei ne chiede 833'000. Il motivo? L’antivirale è stato ceduto alla Humabs, società americana con sedi a Zugo e Bellinzona, con la quale l’IRB ha un contratto di collaborazione per la commercializzazione delle scoperte dell’IRB. La Humabs ha in seguito ceduto il brevetto alla Novartis per un importo di dieci milioni di dollari. All’IRB è stato corrisposto 1 milione. In base a questo è stato calcolato il compenso della ricercatrice. Lei però vuole che lo stesso sia calcolato sui dieci milioni presi da Novartis.Ma quello che fa discutere è anche il fatto che il direttore dell’IRB Antonio Lanzavecchia è anche consulente e azionista di minoranza della Humabs.Si potrebbe prospettare un conflitto di interessi e per questo motivo la Città, la quale assieme a Cantone e Confederazione garantisce un quarto del budget dell’IRB vuole vederci chiaro. Ieri quindi, secondo quanto riporta La Regione, è stata inviata una lettera al Consiglio di fondazione, nel quale siede anche il Municipale Felice Zanetti.Zanetti dal canto suo ha detto che la posizione di Lanzavecchia è già nota a tutti e già in sede di parlamento cantonale, quando si trattò di affiliare l’IRB all’USI, il Consiglio di Stato diede spiegazioni esaurienti.
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