
Salari mai versati per tenere dei corsi di fisioterapia. A rimetterci per la truffa dell'Ipus di Chiasso non sono solo gli studenti, ma anche i docenti contattati per insegnare al sedicente istituto privato, dichiarato fallito nel settembre 2016.
"Il contratto firmato preveda un compenso, ma della cifra pattuita non ho ricevuto un centesimo. Inoltre ho dovuto sborsare di tasca mia le spese per il viaggio, il pernottamento e il cibo" racconta una fisoterapista toscano a La Regione, che dal 1992 esercita la professione. L'insegnante racconta, sempre al giornale, che all'inizio il tutto sembrava gestito seriamente e che era stato contattato attraverso persone che conoscevano i suoi lavori in ambito medico e di docenza. Anche gli altri docenti contattati avevano "curricula impressionanti" sottolinea il fisioterapista. "Il problema è che nessuno è stato pagato".
Il periodo trascorso all'istituto non è durato comunque a lungo, aggiunge il docente, secondo cui l'istituto era ben frequentato dagli studenti, soprattutto italiani, a causa del numero chiuso che vige in diverse università per le materie insegnate all'Ipus.
Maggiori dettagli nell'edizione odierna de La Regione
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