
Riceviamo e pubblichiamo l'interpellanza della consigliera nazionale Roberta Pantanti (Lega) al Consiglio federale in merito al ripristino dei presidi doganali fissi:
"Il Ticino ha bisogno di sentirsi maggiormente sicuro lunga la fascia di confine e sta chiedendo il ripristino dei controlli doganali ai valichi. Richieste in tal senso sono state presentate da Comuni del Mendrisiotto (dove ci sono stati furti con esplosivo), del Luganese (soprattutto nel Malcantone) e di recente anche da Sindaci di Comuni italiani a ridosso del confine. La mancata presenza delle guardie di confine ai valichi non ha fatto altro che incrementare il fenomeno del pendolarismo del crimine. Il copione che va in scena è sempre lo stesso: il malvivente raggiunge il Ticino, commette un reato (spesso a mano armata) e se ne va indisturbato, sfruttando i valichi incustoditi.
Il poco invidiabile primato ticinese spetta a San Pietro di Stabio e Ligornetto. Considerato anche come allo stato attuale, le guardie di confine svolgono compiti che dovrebbero essere di competenza della Polizia cantonale e che una presenza fissa ai valichi permetterebbe un maggior controllo e un migliore impiego delle forze di polizia presenti sul territorio, chiedo:- Il Consiglio federale è consapevole della poco invidiabile situazione in Ticino?- Come intende muoversi il Consiglio federale per rispondere alle richieste dei Comuni ticinesi?- E' ipotizzabile la presenza di nuovo delle guardie di confine a tutti i valichi tra Svizzera e Italia?- Se quest'ultima non è un'ipotesi percorribile, come pensa il Consiglio federale di andare incontro alle esigenze della popolazione abitante sulla fascia, al di qua e al di là del confine?
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