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Ticino
IOR e IRB studiano una possibile terapia
IOR e IRB studiano una possibile terapia
IOR e IRB studiano una possibile terapia
Redazione
6 anni fa
I ricercatori di Bellinzona stanno lavorando sulla differenza di incidenza e severità del Covid-19 tra uomini e donne

Un punto importante sul quale i ricercatori dell’Istituto oncologico di ricerca (IOR) e dell’Istituto di ricerca in biomedicina (IRB) di Bellinzona stanno lavorando alacremente è la differenza di incidenza e soprattutto di severità del Covid-19 nelle diverse fasce di età tra uomini e donne. Il Covid-19 infatti è più letale per gli uomini che per le donne, dicono le statistiche e dati epidemiologici suggeriscono che questo sia dovuto alla TMPRSS2 una delle proteine usate dal virus per infettare le cellule, che è regolata dal recettore dell’androgeno (ormone maschile).

I ricercatori dello IOR e dell’IRB in Ticino stanno quindi lavorando su un’ipotesi e hanno unito le forze per sviluppare una possibile terapia. L’idea, si legge, è quella di "inibire direttamente la proteina con molecole già note, combinando questa azione con farmaci antitumorali ormonali usati correntemente per curare il tumore della prostata, dove pure la TMPRSS2 è coinvolta". Se il trattamento si rivelasse efficace, avrebbe il vantaggio di essere subito disponibile visto che i farmaci in questione sono già sul mercato. L’ipotesi dei ricercatori bellinzonesi sembrerebbe suffragata anche dai primi dati inviati dagli oncologi di Wuhan in Cina, con i quali è stato stabilito uno stretto contatto, e che sembrerebbero indicare un’incidenza molto bassa di infezione da COVID-19 in pazienti con carcinoma della prostata trattati con le succitate terapie anti-ormonali. Per ampliare la ricerca e avviare, a termine, uno studio clinico, sono stati chiesti finanziamenti al Fondo nazionale svizzero per la ricerca e ad altre fondazioni

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