
"Stanchi di vedere all’opera la manipolazione e la malafede, alcune persone, liberi e privati cittadini e cittadine, hanno deciso di creare questa pagina apartitica per ribadire il diritto di espressione per chiunque e per ricordare che cosa davvero ha detto Manuele Bertoli. Si può anche non essere d’accordo con lui, ma almeno si sappia di che cosa si parla”.
Così recita la pagina creata oggi su Facebook, e che sostiene il presidente del Governo ticinese Manuele Bertoli. Insomma dopo le polemiche, la pagina ingiuriosa, e quella che chiede le sue dimissioni per il discorso anti contingenti del primo agosto. Ora nasce un gruppo di sostegno al consigliere di Stato socialista.
I promotori inoltre sottolineano che "nessuno deve subire una gogna mediatica, chiunque anche il presidente del Governo ha il diritto di esprimere il proprio pensiero" e ancora "tornare a votare non è un'eresia: lo abbiamo già fatto molte volte su tanti argomenti (...) chiederlo non significa mancare di rispetto a chi ha votato a favore il 9 febbraio ma concedere al popolo la possibilità di cambiare opinione quando si trova in una nuova situazione. A maggior ragione, è legittimo quando l'esito di una votazione è stato determinato da 20 mila voti su 5 milioni".
Fino ad ora la pagina conta circa 200 like.
CF
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