
Questo pomeriggio alle 18:00 presso lo Spazio 1929, il Centro Residenziale a Medio Termine dell’Associazione Comunità familiare presenterà il laboratorio con e sul cinema “Io, sono ero e potrei”.Un laboratorio da cui sono scaturiti 2 cortometraggi con ci vengono raccontate dieci storie cui si unisce ora l’undicesima, quella dello stesso C.R.M.T. che a causa del mancato rinnovo del contratto di locazione dovrà a brevissimo termine trovare una nuova sede, lasciando quella attuale a Gerra Piano. La serata sarà dunque anche un’occasione per conoscere una struttura che dal 1997 accoglie persone con problemi di tossicodipendenza con l’obiettivo di accompagnarle in un percorso educativo e terapeutico. In 18 anni la struttura ha accolto circa 550 persone e 250 famiglie.
Ma veniamo al laboratorio “Io sono ero e potrei”, raccontato dall’ideatore del progetto Alessandro De Bon - giornalista e critico cinematografico - insieme al braccio tecnico essenziale di Niccolò Castelli – regista.
“Il laboratorio Io sono, ero e potrei ha scatenato nell’inverno 2014, a Primadengo, una sorta di officina di immagini e esistenze. Un laboratorio pensato e ideato per gli ospiti del Centro Residenziale a Medio Termine e poi con loro costruito, giorno dopo giorno. Una settimana di visioni, film, riflessioni, condivisioni e creazioni con al centro noi. Un’officina talvolta sorprendente che poi, un anno più tardi, ha traslocato a Bologna per vivere una nuova esperienza altrove: Rinascimento. Due laboratori sul cinema e con il cinema. Il cinema è stato l’incipit, lo stimolo, la chiave, l’innesco, il confronto e - spesso - la scoperta. Il resto, per l’appunto, è stato semplicemente “noi”. Perché una cosa era assolutamente secondaria: la tecnica. iPhone, GoPro, MiniDV, camera professionale o residuato bellico non faceva assolutamente la differenza. Il punto fermo, di partenza e arrivo, era “esserci” e “essere”. E così è stato. Gli undici risultati che presenteremo questo sono, un percorso - lungo una vita, una settimana o un paio d’ore - maturato in qualche minuto di immagini. Reali, immaginate, sperate, sognate, volute. Indubbiamente vere, undici volte su undici. Attraverso gli stimoli dei film guardati insieme, il patrimonio culturale cinematografico di ognuno (talvolta corposo, talaltra inesistente) e il desiderio (o meno) di entrare in gioco, gli ospiti del CRMT hanno provato - e noi con loro - a raccontarsi pensando, immaginando e costruendo in un paio di giorni una rappresentazione di sé, della propria storia o di una sua parte. Raccontarci per quelli che siamo o siamo stati o per quello che vorremmo essere. Insomma vivere a pieno la possibilità concreta di “essere”, anche attraverso il canovaccio dell’assurdo volendo, purché “essere”. Il tutto rapportandosi continuamente con quello che il cinema, nei giorni di visioni e condivisioni, ci ha lasciato, suggerito e ricordato. Vivere dunque un vero e proprio laboratorio pratico in cui ognuno di noi ha potuto confrontarsi al contempo con le immagini in movimento e con sé stesso. Scegliendo la forma e il contenuto abbiamo costruito un “campionario di noi”. Un solo unico suggerimento: dimenticate le declinazioni del bello. Provate a mettere da parte il metro del “più” e del “meno” perché sarebbe un metro miope e fuori fuoco. Fuori contesto. In Io sono, ero e potrei e Rinascimento nessuno era in concorso, nessuno in competizione, nessuno di fronte a un giudizio. Molto più semplicemente e naturalmente tutti eravamo.”
Come detto, il CRMT sta cercando una nuova casa e cerca delle proposte per vagliare il maggior numero di risorse in cerca di una soluzione logistica che possa permettere al C.R.M.T. di continuare. Per ogni informazione ci si può indirizzare ai seguenti numeri telefonici: +41(0)91 840 92 20 – 22 – 24.
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