
Ancora una volta non si è fatta attendere la replica del consigliere di Stato Norman Gobbi alle critiche rivoltegli dal Partito socialista, che stamattina, a seguito della pubblicazione della notizia dell'intervento di Polizia al Liceo di Locarno per cercare un 14enne espulso, lo ha accusato di aver praticamente instaurato uno Stato di polizia del quale fanno le spese i minorenni e i più deboli.
A poche ore dall'attacco socialista, Gobbi ha pubblicato poco fa sul proprio sito personale, www.vais.ch, uno scritto con il quale risponde loro per le rime.
"Dopo avermi definito “l’orco cattivo” del Canton Ticino, ecco che il Partito socialista – bramoso di poter attaccare i leghisti – nel recente caso del ragazzo statunitense a Locarno mi fa diventare addirittura un lupo, con questa loro affermazione “Norman Gobbi perde il pelo ma non il vizio” scrive Gobbi.
"Prima di entrare nel merito, ricordo che anche in questa situazione si è trattato di azioni compiute seguendo le procedure e rispettando la legge; nel caso odierno di Locarno gli accertamenti non vessatori sono stati effettuati da un organo comunale, che solo con particolari voli pindarici (o per crassa malafede o pura disinformazione) è riconducibile al mio Dipartimento e per estensione alla mia persona" prosegue Gobbi. "Situazioni ordinarie diventate casi politici solo grazie a informazioni non verificate e distorte sistematicamente da un partito per screditarmi, sempre e comunque; e poco conta la veridicità dei fatti."
"Oggi, in un suo comunicato ufficiale il Partito socialista si rifà ad un articolo de “La Regione”, riprendendo dei fatti riportati da una persona non presente durante l’accertamento di polizia e tutt’altro che verificati dal giornalista prima della pubblicazione, come si può desumere confrontando il testo dell’articolo odierno con il comunicato della Polizia comunale della Città di Locarno" scrive ancora il direttore del Dipartimento delle istituzioni. "Il PS giunge quindi a conclusioni errate e salta subito all’occhio come le informazioni da loro usate per muovermi tale accusa non corrispondano al vero, purtroppo per loro."
"Non mi sono mai tirato indietro davanti a problemi e scandali riconducibili al lavoro dei miei collaboratori, di cui sono e mi sento responsabile" conclude Gobbi. "E alla fine di questa storia, tutto finisce con il solito piccolo strepito di sarasette bagnate rosse."
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