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Ticino
"Io latitante? E Lugano allora?"
"Io latitante? E Lugano allora?"
"Io latitante? E Lugano allora?"
Redazione
10 anni fa
Zali commenta la situazione dell'aeroporto di Agno. "Dov'è finito il piano di rilancio promesso dalla Città?"

Accusato dal PPD di "latitanza" e di "mancanza di assunzione delle proprie responsabilità" in merito alla difficile situazione dell'aeroporto di Lugano-Agno, il consigliere di Stato Claudio Zali replica oggi alle critiche in una lunga intervista rilasciata al Giornale del Popolo.

Replica e rilancia, visto che a suo dire a essere passivo non è tanto il Cantone (che dopo tutto possiede solo il 12,5% del pacchetto azionario della Lugano Airport), bensì la Città di Lugano (che detiene l'87,5% restante).

"La posizione del Cantone bisogna inquadrarla alla luce di un paio di aspetti" esordisce Zali. "La prima: il Cantone ha una posizione fortemente minoritaria al'interno dell'azionariato di Lugano Airport. Quindi, anche per le dinamiche interne al CdA, è sempre stato evidente che la conduzione fosse in mano alla Città di Lugano e non al Cantone."Aggiungo un ricordo personale" prosegue Zali. "Io ero in carica da poche settimane (era più o meno verso novembre-dicembre del 2013) e il Consiglio di Stato incontrò il Municipio di Lugano dove ci venne esposta la situazione dell'aeroporto. Una situazione tutt'altro che rallegrante. In quell'occasione si parlò apertamente di un imminente piano di rilancio sul quale chinarsi a discutere. Ma da allora cosa è successo? Il piano non è mai arrivato e io vengo accusato di immobilismo."

Zali spiega che il Cantone potrebbe anche essere pronto a impegnarsi maggiormente per l'aeroporto, ma prima vuole sapere qual è la visione strategica dell'azionista di maggioranza, la Città di Lugano appunto.

E ricorda che quel 12,5% di azioni fu acquistato nel 2005 dal Cantone su esplicita richiesta del Municipio di Lugano, che chiedeva "un segnale politico". Ma nel relativo messaggio si precisava già allora che "il Cantone non parteciperà con contributi di risanamento nel caso in cui la società, a seguito di elevate perdite di esercizio, si trovasse nella condizione di non più adempiere alle condizioni dell'articolo 725 del Codice delle obbligazioni che indica il consumo della metà del capitale."

"Proprio la situazione in cui si trova la Lugano Airporto in questo momento" sottolinea Zali. "E nonostante ciò, nel 2011 fu concesso un ulteriore contributo di 450mila franchi per ricapitalizzare la società."

Il consigliere di Stato leghista spera in ogni caso che con l'entrata di Marco Borradori nel CdA di Lugano Airport a posto di Angelo Jelmini il dialogo tra il Cantone e la Città possa migliorare. "Del nuovo consigliere di amministrazione ho il numero di cellulare, di quello di prima non l'avevo" afferma. "A parte le battute, credo che con Marco ci siano affinità e credo possa aiutare a trovare soluzioni condivise."

"Spero che la città metta mano al dossier" conclude Zali.

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