
Lavori grossi sui fiumi ticinesi. Il Governo infatti ha richiesto un credito da 5,4 milioni di franchi per alcuni importanti interventi che vanno dalla Valle Maggia al Malcantone. A Riveo, poco a sud del ponte di Visletto, la rinaturazione del fiume, iniziata nel 2023, sta presentando un conto più salato a causa di importanti inquinamenti emersi nella zona. A Castione, invece, nei pressi delle future Nuove Officine, sarà fatto un lavoro per contenere i fenomeni di ruscellamento, spostamento di detriti e caduta sassi. Facciamo il punto con Laurent Filippini, capo dell'Ufficio dei corsi d'acqua.
Diversi interventi necessari
«Ad Arbedo il Comune mette in sicurezza la zona artigianale, va a completare le opere che le Ferrovie hanno già realizzato per proteggere il nuovo stabilimento. Si tratta di intercettare le acque superficiali, quindi il deflusso di ruscellamento. In quel punto c'è anche un problema di flusso detritico». Spostandoci più a sud, nel Malcantone, lo sbarramento che sul fiume Tresa regola il deflusso del lago di Lugano ha bisogno di manutenzione. «Sulla Tresa, a Ponte Tresa, c'è la regolazione del lago di Lugano», prosegue Filippini, «quindi una traversa che permette di mantenere un livello sicuro del lago di Lugano e garantire un deflusso adeguato anche sulla Tresa. Questo impianto necessita di manutenzione ordinaria e straordinaria. Qui faremo manutenzione straordinaria per garantirne l'efficacia nel tempo, per la sicurezza quindi e per l'ambiente».
L'evoluzione delle carte dei pericoli
Gli altri lavori riguardano strumenti preventivi. La rete di idrometeorologia cantonale, gestita dalla SUPSI, necessita infatti di rinnovamento, in particolare laddove gli strumenti sono obsoleti. Sono poi necessari investimenti per il continuo lavoro di rinnovamento dei piani delle zone di pericolo. «Le carte dei pericoli non sono mai dei documenti che si fanno per sempre. Ogni quindici anni o dopo un evento importante va verificata l'attualità del documento e vanno spesso aggiornati perché cambia la situazione sul territorio e si acquisiscono nuove conoscenze. La tecnica per allestire queste carte dei pericoli evolve, quindi vanno portate al livello della conoscenza del momento».

