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Ticino
"Inverosimile che siano minorenni": asilo negato
"Inverosimile che siano minorenni": asilo negato
"Inverosimile che siano minorenni": asilo negato
Redazione
7 anni fa
Due giovani eritrei hanno ricorso fino al TF per contestare gli esami di accertamento. Amato (SOS): "Non sono metodi sicuri al 100%"

Nel corso degli ultimi anni migliaia di minori non accompagnati hanno chiesto asilo alla Svizzera. Nel 2015, ad esempio, erano stati 2’700, un numero dieci volte superiore rispetto a dieci anni fa. Spesso sprovvisti di documenti di identità validi, vengono spesso sottoposti a test medici, come la radiografia del polso o perfino l’esame degli organi sessuali, per verificarne l’età al momento della domanda d’asilo.

Come spiegato dal Consiglio federale (CF) in una risposta a un’interrogazione del 2016 del consigliere nazionale UDC Heinz Brand, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) esamina d'ufficio la verosimiglianza della minore età dichiarata. Se sussistono dubbi in merito alla minore età dichiarata, dopo la registrazione della domanda d'asilo e l'interrogatorio nel centro di registrazione e procedura, la SEM può procedere ad accertamenti complementari, ossia a una radiografia ossea di base (della mano) presso un medico o a un esame fondato sul cosiddetto metodo scientifico dei tre pilastri presso un istituto medico-legale.

Medici e giuristi hanno spesso contestato questa pratica in quanto “invasiva, scientificamente non comprovata e in contrasto con il principio di protezione dei fanciulli”. Secondo la giurisprudenza, aveva spiegato il CF rispondendo a un’altra interrogazione, presentata nel 2016 da Lisa Mazzone (Verdi), i risultati di un esame radiografico della mano (metodo Greulich e Pyle) non possono dimostrare in maniera attendibile l'età dell'interessato e pertanto devono essere ponderati nel quadro del principio dell'insieme di indizi (documenti d'identità autentici, valutazione delle dichiarazioni sull'età allegata, valutazione delle dichiarazioni sulle ragioni della mancata presentazione di documenti d'identità, valutazione dell'apparenza fisica del richiedente e, appunto, valutazione di una radiografia ossea di base). L'onere della prova incombe sin dall'inizio della procedura al richiedente. Se la minore età è inverosimile, quest’ultimo è considerato maggiorenne nelle fasi successive della procedura d’asilo.

Recentemente due (presunti) minorenni si sono rivolti fino al Tribunale federale per contestare i risultati degli accertamenti medico legali e ottenere così l’asilo in Svizzera. All’attenzione della Corte federale erano approdati i casi di un giovane eritreo arrivato in Svizzera dall’Italia nell’agosto 2016 e da una compatriota che aveva fatto lo stesso al Centro di registrazione e di procedura di Chiasso a fine ottobre dello stesso anno. Entrambi erano stati sottoposti a un esame medico legale, svolto all’Istituto di Medicina legale di Basilea (IRM) che aveva stabilito la loro maggiore età. Per questo motivo erano stati registrati nel sistema d'informazione centrale sulla migrazione (SIMIC) con la data di nascita fittizia del 1. gennaio 1998 (anziché 1.1.2000) e rinviati in Italia così come previsto dall’Accordo di Dublino (secondo cui lo Stato membro competente all'esame della domanda d'asilo è lo Stato in cui il richiedente asilo ha fatto il proprio ingresso nell'Unione europea, ndr).

I due ragazzi si erano inutilmente rivolti al Tribunale amministrativo federale (TAF), vedendosi respingere i rispettivi ricorsi nel gennaio rispettivamente luglio 2017. Da qui il ricorso in ultima istanza al TF, ma i giudici do Mon Repos hanno però dato ragione all’istanza inferiore. In base agli accertamenti – ha spiegato la Corte nelle sentenze del 12 febbraio scorso pubblicate ieri – la data di nascita fittizia stabilita dalla SEM è da ritenersi più verosimile da quella proposta dai ricorrenti (ovvero il 1.1.2000). Il TF ha sposato la tesi della SEM secondo cui lo sviluppo osseo meno pronunciato di uno dei due ragazzi fosse da ricondurre alle condizioni i di salute in Eritrea e non al fatto che potesse effettivamente essere un minorenne.

"Non sono metodi sicuri al 100%", ha spiegato il giurista di SOS Ticino Mario Amato a Ticinonews. "In passato vi sono state molte critiche riguardo la radiografia in quanto è un'analisi che nasce con ben altri scopi rispetto alla determinazione dell'età di un richiedente l'asilo".

(Sentenze 1C_709/2017 e 1C_710/2017 del 12 febbraio 2019)

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