
L'appello non è nuovo, era già stato lanciato più volte negli scorsi tempi, ma come si dice "repetita iuvant".
L'Associazione Ticinesi Assistenti di Farmacia torna a lanciare l'allarme sulla sostituzione di residenti con farmacisti italiani, assunti ovviamente a salari inferiori.
"Stiamo perdendo posti di lavoro a causa dell'arrivo di numerosi farmacisti italiani assunti da un titolare residente in Ticino o che acquistano direttamente farmacie già attive, e poi licenziano il personale occupato per sostituirlo con collaboratori italiani, a contratti diversi dai nostri" ha affermato a La Regione il presidente dell'associazione, Andrea Incerti, in vista dell'assemblea di questa sera all'Hotel Eden di Paradiso, alla presenza del consigliere di Stato Manuele Bertoli e del farmacista cantonale Giovan Maria Zanini.
Secondo Incerti questa trasformazione delle farmacie ticinesi è visibile soprattutto nel Locarnese e nel Sottoceneri, ma è presente in tutto il Cantone. E comporta un netto peggioramento delle condizioni lavorative, dato che per i farmacisti non esiste un contratto collettivo e quindi "possono essere assunti a qualsiasi cifra". Diversa la situazione per gli assistenti di farmacia, che sottostanno a un Ccl, ma Incerti sottolinea che anche qui "siamo al limite".
Si preannuncia quindi una calda serata, a Paradiso, durante la quale oltre alla concorrenza italiana verrà affrontato il tema del trasferimento della scuola da Trevano a Locarno. Anche in questo caso, spiega Incerti, "c'è malumore".
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