Cerca e trova immobili
Ticino
Intervalves: firmato il piano sociale per 24 dipendenti
Intervalves: firmato il piano sociale per 24 dipendenti
Intervalves: firmato il piano sociale per 24 dipendenti
Redazione
6 anni fa
Trovato l'accordo tra parti sociali e direzione, che ora si impegnano a favorire il reinserimento dei lavoratori

Si chiude la saga Intervalves: oggi azienda e parti sociali hanno raggiunto un accordo per la liquidazione di 24 posti di lavoro della società di Biasca. La ditta, produttrice di valvole per motori, si trovava in difficoltà economiche da molti anni, principalmente a causa della concorrenza al ribasso dei mercati asiatici, in particolare quello cinese. Abbiamo raggiunto telefonicamente Claudio Isabella, vice-segretario regionale del sindacato OCST, per farci chiarire i termini dell'accordo: "I lavoratori riceveranno un'indennità di uscita e approfitteranno dell'impegno congiunto di sindacati, azienda e Cantone a favorirne il reinserimento professionale, nella speranza che riescano a trovare al più presto un nuovo impiego". Molti dei dipendenti, tutti residenti della regione, hanno più di 50 anni di età: alcuni andranno in pensione entro la fine dell'anno, mentre Isabella ci informa che ci sono degli aiuti specifici messi a disposizione del Cantone per gli over-50, oltre a quelli previsti per chi ha difficoltà a trovare un nuovo lavoro.

Il caso Intervalves è in qualche modo emblematico della situazione nella regione di Biasca e delle Tre Valli, che negli ultimi anni, ci conferma il sindacato, ha visto perdere tra i 300 e i 400 posti di lavoro nel settore industriale. La chiusura definitiva dell'azienda "entro l'estate" era stata annunciata il 18 febbraio, prima dell'emergenza coronavirus. Dopo aver avviato le consultazioni tra direzione e sindacati, ci si era resi conti che non ci sarebbe stato nessun modo di proseguire con i lavori e si è iniziato a lavorare alla stesura di un piano sociale per i dipendenti. L'emergenza covid-19 aveva complicato ulteriormente la questione: avendo messo in disdetta i suoi impiegati infatti l'azienda non avrebbe avuto dunque diritto alle indennità di lavoro ridotto, nonostante essa rientrasse in quei settori produttivi chiusi su decreto del Cantone. Infine, una soluzione è stata trovata con un pagamento di due settimane di indennità, a cui si aggiungono i contributi previsti dal piano firmato oggi. 

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata