
Nomina alla SUPSI, scatta l’interrogazioneRenato Bernasconi, che dall’autunno diventerà direttore amministrativo della SUPSI, è attualmente capo della Divisione dell’azione sociale e delle famiglie del DSS. Subentrato a Claudio Blotti, il funzionario a fine 2016 ha ereditato l’ufficio che di lì a pochi mesi è finito al centro del caso Argo 1. Bernasconi, che non ha avuto un ruolo nell’attribuzione del contestatissimo mandato, è stato comunque toccato dalla vicenda nei mesi in cui Argo 1 era al centro delle attenzioni dell’opinione pubblica e anche il suo operato è stato valutato nelle varie inchieste amministrative e penali. La sua nomina a nuovo direttore amministrativo della SUPSI (una figura che finora non esisteva) ha fatto sorgere alcuni interrogativi al granconsigliere Massimiliano Robbiani, il quale pur sottolineando come “secondo la Procura non c’è stata nessuna responsabilità penale nei confronti del signor Bernasconi”, ha dei dubbi se metterlo alla testa della SUPSI sia stata una scelta adeguatamente soppesata, dato che “sia la sia Procura, che la Commissione parlamentare d’inchiesta, avevano evidenziato una gestione non esattamente ottimale della vicenda”.
Qui le domande del deputato leghista:
- La carica di Direttore amministrativo della SUPSI è sempre esistita o si tratta di una posizione nuova nell’organigramma dei dipendenti?
- La SUPSI prima della nomina del signor Bernasconi ha preso visione delle considerazioni della Procura e della Commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti dello scandalo ARGO1, dove il Bernasconi è stato uno dei protagonisti?
- In quanti hanno partecipato al concorso di Direttore amministrativo della SUPSI?
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