
La corte di Appello e revisione penale ha prosciolto i due agenti accusati di rapimento, sequestro di persona e abuso di potere per una vicenda risalente al 2008.
La storiaI due, un commissario capo e un commissario, erano accusati di aver superato i limiti durante l’interrogatorio di un uomo sospettato di reati sessuali. Attivo professionalmente con i minorenni, l'uomo fu interrogato e spinto a confessare di essersi masturbato guardando dei filmati da lui stesso girati in diversi lidi del Ticino. Accuse che poi sono state abbandonate.
Nel 2015 la denunciaL’uomo, dopo 7 anni denunciò i due agenti per una confessione che a suo dire gli era stata estorta. L’interrogato infatti sostiene di essere stato rinchiuso in una cella per un’ora e 44 minuti e di essere stato spogliato.
Prosciolti anche in AppelloLa corte di Appello ha confermato il giudizio di primo grado del 23 gennaio 2019, facendo cadere tutte le contestazioni. La corte presieduta dalla giudice Giovanna Rogger-Will ha ritenuto che “la libertà personale dell'accusatore privato è stata limitata in modo adeguato e proporzionale alle necessità dell'interrogatorio per cui era stata disposta la traduzione forzata e che anche le modalità messe in atto per tale restrizione erano, non solo adeguate allo scopo, ma anche proporzionate".
La Polizia commentaQueste conclusioni, quindi, pongono fine a un procedimento penale durante svariati anni. Pertanto, la polizia “ha preso atto con soddisfazione della sentenza” e, conclude, “si conferma ancora una volta la totale infondatezza dei rimproveri sull’operato dei due agenti”.
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