
Hanno preso il via ad ottobre i lavori del lotto promosso dal Capofila italiano nell’ambito del Progetto Interreg Fiume Tresa, promosso dall’Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPo), dall’Ufficio dei corsi d’acqua (UCA) del Dipartimento del territorio (DT) e dalla Comunità Montana del Piambello e dalla Provincia di Varese. Lo comunica il DT, precisando che i lavori consistono nella realizzazione della prima rampa di stabilizzazione del fiume Tresa a Molinazzo.
Scopo dei lavori
L’intervento consentirà di stabilizzare il greto del corso d’acqua e ridurre l’erosione che negli ultimi 15 anni ha comportato un abbassamento del fondo di oltre due metri. Questo primo intervento e la successiva costruzione di una seconda rampa di stabilizzazione a monte, di competenza dell’UCA, permetteranno la messa in sicurezza della strada in sponda italiana, rispettivamente i pozzi di ricezione dell’acqua potabile di Molinazzo in sponda svizzera.
L’intervento – Prima fase
Il cantiere, come detto, è posto a cavallo del confine e interessa l’intero alveo del fiume, così come entrambe le sue sponde. La prima fase avrà una durata stimata di un anno e consiste nella realizzazione di una rampa di accesso al fiume sul versante italiano, all’altezza del km 13 della strada statale SS344 in direzione di Ponte Tresa – Luino; questa partirà dall’area golenale e verrà prolungata come pista di cantiere e la cui funzione è la discesa dei mezzi per la movimentazione del materiale di lavorazione e dei bilici per il trasporto dei massi previsti per le rampe dinamiche, che sono realizzate esclusivamente con pietrame e materiali naturali. La rampa di accesso e la pista di cantiere avranno una lunghezza di circa 310 metri e saranno permanenti, a beneficio di ogni eventuale esigenza futura di accesso all’alveo del fiume.
L’intervento – Seconda fase
Successivamente, nel mese di marzo del 2023, saranno avviati i lavori di costruzione della seconda rampa, prevista a monte della prima, la cui realizzazione è promossa dall’Ufficio dei corsi d’acqua del DT.
Studi geologici
Interreg Fiume Tresa Il fiume Tresa delimita il confine italo-svizzero. Dal 2000, si legge nel comunicato del DT, un’importante criticità della zona è rappresentata, in territorio italiano, dalla Frana di Cremenaga (Comune di Cadegliano-Viconago), caratterizzata da ripetuti eventi che hanno anche interrotto la viabilità della strada provinciale. A seguito della piena del 2002, l’erosione dell’alveo in atto rappresenta un’ulteriore minaccia per la sicurezza del territorio e delle infrastrutture. Gli studi geologici condotti hanno portato a ipotizzare diversi scenari di rischio a seguito di eventi franosi che coinvolgerebbero, a partire dal versante montano, la strada SS 344dir e il fiume Tresa, sino ai pozzi di captazione ad uso idropotabile gestiti, su suolo svizzero, dal Consorzio approvvigionamento idrico del Malcantone (CAIM). Gli interventi previsti dal Progetto Interreg Fiume Tresa hanno lo scopo di ridurre al massimo il rischio, favorendo le condizioni più idonee atte a ristabilire una situazione di equilibrio. Il Progetto Interreg Fiume Tresa è promosso dall’Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPo), dall’Ufficio dei corsi d’acqua del Dipartimento del territorio e, quali partner, dalla Comunità Montana del Piambello e dalla Provincia di Varese.

