
Come anticipato ieri sera dall'agenzia di stampa ANSA, il Consiglio di Stato ticinese conferma oggi di aver chiesto alla SECO di raddoppiare i contributi federali destinati al futuro Programma Operativo di Cooperazione Transfrontaliera Italia-Svizzera2014-2020 (PO Interreg).
Da parte italiana, stando a quanto dichiarato dall'assessore dell'Economia della Regione Lombardia Massimo Garavaglia, si dà già per certa la decisione del Consiglio federale di aumentare i contributi svizzeri da 11 a 20 milioni di euro.
Il Consiglio di Stato, invece, si limita ad affermare di aver inviato una lettera alla SECO con la richiesta di raddoppiare i contributi federali, lasciando intendere quindi che una decisione non è stata ancora presa.
Con questa richiesta, spiega il Governo, viene rilanciata la negoziazione con la Commissione europea la quale, nel mese di settembre, aveva preannunciato la bocciatura del PO Interreg Italia-Svizzera a causa di un’eccessiva discrepanza di mezzitra i paesi coinvolti. Il contributo federale aggiuntivo chiesto alla Confederazione è di 5.37 mio di franchi ovvero il corrispondente di altrettanti fondi messi a disposizione dai Cantoni partecipanti al PO Interreg Italia-Svizzera (Ticino, Grigioni, Vallese).
Con questa mossa, aggiunge il Consiglio di Stato, il contributo elvetico totale raggiungerebbe quello dello Stato italiano (ca. 17 mio di euro) e permetterebbe alle regioni limitrofe partecipanti al PO, in particolare Regione Lombardia e Regione Piemonte, di disporre di ben 100 mio di euro da investire in progetti di interesse transfrontaliero. I contributi del Cantone andranno a portatori di progetto ticinesi per azioni svolte esclusivamente in territorio cantonale nell’ambito di iniziative di cooperazione transfrontaliera di alta qualità con ricadute durature sul territorio.
La conferma che una decisione sul raddoppio dei contributi non è ancora stata presa giunge pure dal Delegato ai rapporti transfrontalieri, Francesco Quattrini. “Da parte nostra abbiamo fatto questa richiesta alla SECO, anche in nome dei Cantoni Grigioni e Vallese, ma la SECO non si è ancora espressa in merito. Solo quando la Seco avrà garantito il raddoppio del budget si potrà andare a Bruxelles e negoziare il proseguimento del programma. Siamo comunque fiduciosi, anche perché una rinuncia al raddoppio dei contributi non è nell’interesse delle parti visto che rischierebbe di condannare definitivamente il programma Interreg, privando la Svizzera e il Canton Ticino del solo strumento operativo di cooperazione transfrontaliera con l’Italia, e decretando la perdita di importanti contributi per le regioni italiane di confine. La Lombardia, ad esempio, riceverebbe circa 60 milioni di euro franchi annui per progetti di portata transfrontaliera: dovesse cadere il programma Interreg, questi fondi verrebbero dirottati verso altre regioni di confine, ma non con la Svizzera bensì con la Slovenia, l’Austria o la Francia, a scapito anche degli interessi del Ticino.
AS
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