
È ripreso attorno alle 14 il processo per pedofilia che si tiene alle Assise criminali di Lugano, davanti alla corte presieduta dalla giudice Rosa Item.
Dopo una mattinata dedicata alla perizia psichiatrica del 35enne pedofilo allestita dalla dottoressa Alessandra Canuto, ora è il turno della pubblica accusa, rappresentata dalla procuratrice pubblica Chiara Borelli.
La procuratrice ha dapprima parlato del 35enne, definendolo un "manipolatore".
"Con la gentilezza ha finto di essere il padre delle bambine, conquistando la loro fiducia" ha dichiarato la procuratrice. "E questo solo per commettere atti orribili."
Poi ha letto la sua richiesta di pena nei confronti della prostituta colombiana che in quattro occasioni ha partecipato agli abusi commessi dall'uomo.
"Per denaro si è prestata ad atti terribili" ha affermato. "Non è intimamente pentita, anche se dice di esserlo. Lo dimostra il fatto che continua a giustificarsi."
"La sua colpa è ancora più grave perché è una madre, che ha fatto cose tremende a una bimba dell'età di sua figlia" ha aggiunto.
La procuratrice pubblica, secondo cui la prostituta è correa, ha chiesto per lei 5 anni di carcere.
Poi Chiara Borelli è tornata a parlare del principale imputato del processo, il 35enne colpevole di 912 abusi sessuali.
"Ha dichiarato di aver subito abusi durante l'infanzia, ma non ci sono prove" ha sottolineato la procuratrice. "La sua è una vita votata all'inganno. Ha tradito ogni donna che ha avuto, le ha raggirate per ottenere un tornaconto sessuale o finanziario."
"È impossibile contare gli atti orrendi e le umiliazioni subite dalle bambine. Le ha esposte a qualsiasi rischio di contagio, non ha usato alcun genere di precauzione" ha proseguito la procuratrice. "E non ha mai chiesto scusa, non si è mai pentito."
"Anzi, gli piacerebbe che la madre delle bambine lo perdonasse, perché dice che vorrebbe averla vicina" ha detto, scuotendo la testa, la procuratrice: "Non si può paragonare a nessun altro caso."
La procuratrice ha poi letto la sua richiesta di pena. Il tetto massimo è di 15 anni, ed è questa la richiesta dell'accusa. "Ma visto quanto detto dalla perita, a fine pena ci vorrà una rivalutazione psichiatrica. E, se del caso, allora scatterà l'internamento."
Quello chiesto dall'accusa non è comunque un internamento a vita. Dopo i 15 anni di detenzione, il caso del pedofilo andrebbe rivalutato di anno in anno.
Maggiori dettagli, questa sera alle 18.45 al TG di TeleTicino.
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