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Ticino
Interinali, si minaccia il ricorso
Interinali, si minaccia il ricorso
Interinali, si minaccia il ricorso
Redazione
8 anni fa
L'Associazione Swisstaffing pronta a combattere la mozione "Basta precariato" presentata in diversi comuni

Arrivano ostacoli d'oltre Gottardo contro la mozione "Basta precariato negli appalti pubblici", che chiede di inserire una clausola nei bandi di concorso cittadini affinché alle ditte vincitrici degli appalti pubblici venga vietata la possibilità di utilizzare personale delle agenzie interinali o di notificati indipendentemente dalle possibilità che offre la Legge sulle commesse pubbliche. Mozione presentata per prima nel comune di Chiasso, per poi seguire a Biasca, Mendrisio, Losone, Lugano, Lumino e Stabio. 

L’associazione delle aziende prestatrici di personale in Svizzera Swissstaffing minaccia infatti di fare ricorso nel caso in cui i consiglieri comunali di Chiasso decideranno di votare a favore del messaggio municipale e quindi della proposta formulata della mozione, firmata da Giorgio Fonio, Daniele Canova, Mariano Musso e Stefano Tonini. Secondo il presidente e la direttrice di Swissstaffing, che hanno firmato la lettera inviata dapprima al Municipio, poi al presidente del Legislativo e ai capigruppo chiassesi, il lavoro temporaneo non è infatti "sinonimo di precariato e anzi permette di evitare il dumping salariale ed il lavoro in nero". Un ricorso simile, ricordano nello scritto di cui riferisce oggi il Corriere del Ticino, è già stato accolto con successo a Ginevra. 

Lettere simili sono state inviate anche negli altri comuni dove è stata presentata la mozione. Già nelle scorse settimane, ricordiamo, i consiglieri comunali PPD Giorgio Fonio di Chiasso e Claudio Isabella di Biasca avevano invitato a non dare seguito alla lettera dell'associazione mantello delle agenzie interinali: "Mi spiace che l'associazione non capisca ancora una volta le difficoltà di un Cantone come il nostro in cui il mercato del lavoro soffre certamente in maniera maggiore rispetto al resto della Svizzera" aveva scritto Fonio in un appello via social (vedi articoli suggeriti). 

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