
Troppa fretta e troppi rischi: la rapidità e le modalità decise per procedere alle riaperture progressive delle attività economiche preoccupano l’USS Ticino e Moesa. L’USS-Ti infatti comunica di ritenere insufficienti gli strumenti di controllo statali sull’applicazione delle misure di sicurezza nei vari posti di lavoro e soprattutto insufficiente il coinvolgimento delle lavoratrici, dei lavoratori e dei sindacati da parte dei datori di lavoro e delle autorità in questa delicata fase di contenimento del COVID-19, che comporta il forte rischio di ricaduta nella crisi. "Nessuno vuole prolungare artificialmente la chiusura delle attività economiche", scrivono, "ma gli imperativi di protezione sanitaria restano prioritari." Questo nonostante gli stessi lavoratori stiano risentendo della crisi, con perdite del 25% del salario in caso di lavoro ridotto. Secondo l'USS occorre inoltre prestare attenzione agli appelli dei medici e degli esperti secondo i quali si sta andando troppo velocemente, con il pericolo che il nuovo picco sarà più grave del primo.
Integrare i lavoratoriSecondo l'USS-Ti, in molti settori professionali, come l'industria o l'artiginato il lavoro nel rispetto delle distanze sociali non è semplicemente possibile in quanto ci sono mansioni che non possono essere eseguite singolarmente. A questi si aggiunge anche il personale delle dogane e delle guardie di confine, "pure sotto pressione", o chi dovrà prendere i trasporti pubblici. Per questa ragione, secondo i sindacati, "dalle necessarie discussioni non possono essere esclusi i primi interessati, le lavoratrici e i lavoratori al fronte". L’USS-Ti si unisce quindi alle domande già evocate di integrazione delle lavoratrici, dei lavoratori e dei loro sindacati nell’elaborazione, nell’applicazione e il controllo delle necessarie misure di sicurezza, chiedendo che la riapertura delle varie attività o la continuazione di quelle già operative sia effettuata solo a queste condizioni.
Esentate dal lavoro le persone a rischio o chi assiste persone a rischio, più sostegno ai redditi bassiL’USS-Ti ricorda inoltre che a suo parere vanno esentati dalla presenza sul posto di lavoro i dipendenti con problemi sanitari, i dipendenti che assistono delle persone anziane e delle persone con problemi di salute nel proprio nucleo famigliare, i dipendenti che devono occuparsi di ragazzi al di sotto di 15 anni e non hanno alternative di collocamento. Inoltre,il sindacato ribadiscono il loro sostegno sul piano nazionale al pagamento della totalità del salario per i dipendenti in lavoro ridotto con redditi medio-bassi, la creazione di un fondo di solidarietà straordinaria per tutte e tutti coloro che siano esclusi dalle varie forme di aiuto già presentate e l'introduzione del divieto di licenziamento, in particolare per le imprese che abbiano beneficiato di aiuti pubblici.
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