
È stato condannato per diffamazione il consigliere comunale di Muralto Giorgio Fransioli per aver insultato su Facebook, nel marzo e nel maggio 2013, il sindaco Stefano Gilardi. La vicenda è approdata ieri in aula alla Pretura penale di Bellinzona. Presenti l'imputato e il suo difensore, assenti invece la Procuratrice pubblica e l'accusatore privato.
Tra i due, sottolinea il Corriere del Ticino, c'erano da tempo discordanze politiche e sportive. Gilardi, sindaco e noto dermatologo, era ai tempi dei fatti presidente dell'FC Locarno. Suo difensore il figlio, avvocato Gabriele Gilardi, consigliere comunale di Muralto e allora direttore sportivo della società calcistica. Imputato Giorgio Fransioli, studente e consigliere comunale di Muralto, ma di un'altra fazione politica, e membro del Pardo Club, ossia gli "amici del Football club di Locarno".
Le tensioni sono infine approdate in due occasioni su Facebook. Nello specifico Fransioli aveva scritto "uomo di m..." e "feccia vivente" tra i tanti commenti relativi al sindaco e a sue dichiarazioni sulla difficile situazione in cui allora versava il Bellinzona calcio. Una questione che si è poi trasformata in una querela per calunnia e ingiuria avanzata dal destinatario di questi "post", sfociata poi in un decreto d'accusa elaborato dalla Procuratrice pubblica Margherita Lanzillo per diffamazione ripetuta.
Ieri dunque il processo, presieduto dalla giudice Sonia Giamboni Tommasini. La giudice ha accolto la richiesta dell'avvocato difensore, facendo cadere la ripetività dell'accusa, cosa che ha portato, alla fine, a un'importante diminuzione della pena. Secondo l'avvocato difensore infatti la querela per il secondo commento era tardiva e il commento rimanente non era rivolto a Gilardi ma una terza persona che aveva preso parte al dibattito su social network. L'imputato del resto non aveva mai negato di aver scritto le frasi in questione, ma contestava il destinatario dei suoi commenti.
"Già solo il fatto di trovarsi qui dimostra quanto sia pericoloso pubblicare certi pensieri in Facebook" ha sottolineato la giudice. "Uomo di m..." ha spiegato, è un'affermazione lesiva dell'onore di un a persona, che può nuocere alla sua reputazione. "Un commento che, letto da terzi, non poteva che essere rivolto a Gilardi". Tommasini ha dunque confermato l'accusa per diffamazione e una pena a 7 aliquote giornaliere da 30 franchi l'una sospesa per due anni. Una sentenza contro la quale Fransioli ha ancora la possibilità di opporsi entro 10 giorni.
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