
L'immagine, raffigurante una donna velata davanti a minareti che trafiggono come missili una bandiera svizzera, non piace neppure agli editori di giornale. Dopo la decisione del cantone di Basilea Città di vietare i cartelloni su suolo pubblico perché violano la norma contro il razzismo, anche la Ringier ha annunciato oggi che non pubblicherà inserzioni a pagamento con la controversa immagine. Lo ha dichiarato all'ATS il portavoce del gruppo, Stefan Hack, confermando un'informazione diffusa dall'emittente zurighese Radio 1.Dal canto suo, il portavoce di Tamedia, Christoph Zimmer, ha affermato che soltanto il "Tages Anzeiger" rinuncia per ora all'inserzione anti-minareti, mentre il "20 Minuten", il "Bund" e la "Berner Zeitung" stanno riflettendo se la pubblicità infranga o meno la legge anti-razzismo.Secondo i promotori dell'iniziativa "Contro l'edificazione dei minareti", l'immagine riassume invece bene i concetti su cui il popolo sarà chiamato ad esprimersi il prossimo 29 novembre.Marco Chiesa: 'Messaggio provocatorio, che scuote le coscienze'“Il messaggio è senz’altro provocatorio, ma serve a creare dibattito attorno a un tema importante”, ci dice il deputato UDC Marco Chiesa. “Scuote le coscienze dal torpore democratico. E questo perché la gente va sempre meno a votare, e ad esprimere il proprio parere. L’immagine è forte e fa discutere. Su un tema così importante, un messaggio blando non sarebbe passato”. “Personalmente - termina il deputato - ha pure disturbato la campagna in favore dell’aumento dell’IVA (ndr.: i manifesti ritraevano persone portatrici di handicap). Si trattava di un messaggio subdolo in quanto tacciava i contrari di essere anti-sociali, cosa che non è assolutamente vero”. ats/red
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