
"Per noi il caso è chiuso". Così si è espresso oggi all'ats Renato Pizolli, portavoce della polizia cantonale ticinese, in merito al fermo di due poliziotti italiani la sera del 25/26 gennaio in territorio svizzero, mentre erano impegnati nell'inseguimento lungo l'autostrada A2 di un compatriota colpevole di aver speronato una pattuglia della Polstrada di Busto Arsizio (Varese) per sottrarsi ad un test dell'alcool.
Stando all'agenzia ANSA, che ha riportato la notizia, il fermo dei due agenti è avvenuto nell'area di servizio dell'A2 in territorio di Coldrerio, dove la polizia cantonale stava già controllando l'automobilista italiano in fuga.
Da qui, gli agenti ticinesi hanno trasferito i colleghi al centro operativo di Noranco, dove è stata discussa la dinamica del caso, ha spiegato Pizolli. "In meno di 24 ore abbiamo potuto appurare, sulla base degli accordi vigenti tra i due Paesi, che non sono emersi elementi per aprire un procedimento".
In seguito, le autorità federali hanno informato quelle italiane dell'accaduto, ha spiegato il portavoce della Polizia cantonale, precisando che tutta la vicenda sarà in ogni caso oggetto di un "debriefing" nelle sedi appropriate, in particolare il Centro di Cooperazione di Polizia e Doganale di Chiasso (CCPD).
Pizolli non ha voluto né confermare né smentire la notizia riportata dall'ANSA, secondo cui gli agenti italiani sarebbero stati sottoposti ad un alcoltest. Quanto all'automobilista fermato - un Piemontese di 57 anni secondo l'agenzia di stampa italiana - è stato denunciato per guida in stato di ebrezza, ha dichiarato Pizolli.
Sempre sulla base delle informazioni raccolte dall'ANSA, inoltre, prima di entrare in territorio svizzero i due agenti italiani avrebbero chiesto l'autorizzazione al CCPD. Il portavoce della polizia cantonale non ha voluto esprimersi su questo dettaglio, rimandando il tutto all'analisi che verrà eseguita in seno alle istanze competenti.
Gli accordi di Schengen prevedono la possibilità di inseguimenti su territorio straniero. In particolare, per quanto attiene alla cooperazione con l'Italia, laDichiarazione della Svizzera concernente l'articolo 41 paragrafo 9 della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen (CAS), recita che "gli agenti italiani impegnati nell'inseguimento hanno diritto di fermare la persona inseguita. L'inseguimento è ammesso in presenza di un reato che può dare luogo ad estradizione secondo l'articolo 41 paragrafo 4 lettera b CAS. L'inseguimento può essere effettuato senza limiti di tempo entro un raggio di 30 chilometri dalla frontiera italo-svizzera".
Tale disposizione è ripresa nell'articolo 12 dell'Accordo tra la Svizzera e l'Italia sulla cooperazione di polizia e doganale del 14 ottobre 2013. Il nuovo accordo, che sostituisce quello del 1998, potrebbe essere trattato dal Consiglio nazionale il prossimo mese di marzo.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

